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Si è svolta nel segno della continuità istituzionale la cerimonia di insediamento dei nuovi Capitani Reggenti, Alice Mina e Vladimiro Selva, protagonisti di una giornata scandita da rituali che si ripetono da secoli.
L’apertura, come da tradizione, è avvenuta in Piazza della Libertà con l’alzabandiera e l’inno nazionale, primo atto simbolico di una cerimonia che unisce dimensione civile e istituzionale. A Palazzo Valloni si è poi svolto l’incontro con il corpo diplomatico, dove il nunzio apostolico Petar Rajič ha richiamato l’attenzione sui conflitti in corso nel mondo, sottolineando i rischi profondi che lasciano nelle società.
Nel loro intervento, i nuovi Reggenti hanno posto l’accento su un quadro internazionale instabile, parlando di preoccupazioni crescenti per crisi globali di grande portata e ribadendo il valore del multilateralismo, con un riferimento centrale al ruolo delle Nazioni Unite. Sul piano interno, lo sguardo si è rivolto all’accordo con l’Unione europea, visto come una svolta che richiederà innovazione, sostenibilità e responsabilità condivisa.

La giornata è proseguita con il corteo verso Palazzo Pubblico e il passaggio alla Basilica del Titano per la celebrazione religiosa, accompagnata dagli auguri del vescovo Domenico Beneventi. Tornati a Palazzo, spazio all’orazione ufficiale affidata a Alain Berset, che ha invitato a rimettere il diritto al centro della sicurezza europea, contrapponendolo alla logica della forza.
Il momento più solenne è arrivato nel finale, con il giuramento in latino e soprattutto con lo scambio dei collari di Gran Maestro dell’Ordine di San Marino, gesto che sancisce il passaggio di consegne dalla Reggenza uscente guidata da Matteo Rossi e Lorenzo Bugli. Da oggi Mina e Selva guidano la Repubblica per il prossimo semestre, nel segno della tradizione ma con lo sguardo rivolto alle sfide del presente.




