Nunzio Apostolico: “San Marino continui a esprimere nel mondo i valori di pace e libertà”

da | 1 Apr 2026

Discorsi pronunciati durante la Cerimonia di Insediamento degli Ecc.mi Capitani Reggenti, S.E. Alice Mina e S.E. Vladimiro Selva.

INVESTITURA DEI CAPITANI REGGENTI (1 aprile 2026) INDIRIZZO DI SALUTO DEL NUNZIO APOSTOLICO

Signori Capitani Reggenti eletti, Alice Mina e Vladimiro Selva, Onorevole Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Signore e Signori Ambasciatori e Membri del Corpo Diplomatico e Consolare, Distinte Autorità, Signore e Signori, è con viva gioia, e ben consapevole la solennità del momento, che prendo la parola in questa importante occasione, per farmi interprete dei sentimenti e dei voti dell’intero corpo diplomatico, qui accreditato, per augurare a voi, Signori Capitani Reggenti eletti, ogni bene per la Reggenza che oggi inaugurate. La presenza del corpo diplomatico, in questo momento così significativo per voi tutti, dice meglio che qualsiasi mia parola la simpatia e l’amicizia, la stima e la considerazione che la comunità internazionale riserva alla Serenissima Repubblica di San Marino. Simpatia e Amicizia che merita la millenaria storia di un Popolo che ha saputo mantenere il proprio profilo di indipendenza e libertà e che ha costruito un tessuto di compartecipazione e di democrazia. Stima e ammirata considerazione per questo piccolo grande Paese che ricorda come il nostro mondo, pur nella sua complessità, debba sempre saper guardare più a fondo dei grandi interessi, al di là delle concentrazioni di potere e delle strutture lontane, spesso percepite come estranee alla vita quotidiana dei cittadini. 2 Se si vuol costruire pace e dialogo tra i popoli, il riconoscimento di quelle comunità e di quelle identità storiche che articolano la vita di un’umanità deve guidare e sostenere la vita della comunità internazionale. L’arte di creare ponti, di intessere dialogo, di coinvolgere nella costruzione di una convivenza pacifica nell’equilibrio degli interessi e nel fondamentale riconoscimento della dignità di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità sociali, passa per questo coinvolgimento di strutture, che possono sembrare poco “potenti” sul palcoscenico della grande storia, ma che ricordano a tutti che il fine, il centro, la misura delle nostre società e delle nostre organizzazioni politiche è e deve rimanere la persona umana nella sua libertà e indipendenza, nella sua socialità, nella prospettiva della storia e della tradizione propria e, in definitiva, della sua infinta dignità. Eccellenze, Signore e Signori, preoccupano tutti noi le notizie degli oltre cinquanta conflitti in atto. La constatazione sempre rinnovata della profonda e capillare solidarietà dell’intera umanità dal punto di vista economico, sociale, di comunicazione e tecnico, poteva lasciare giustamente sperare in un modo di risoluzione dei conflitti tale per cui le armi non avessero più l’ultima parola. Ma ancora una volta siamo rimasti delusi e preoccupati che situazioni, senza dubbio di una grande complessità, non abbiano potuto essere risolte se non da azioni di conflitto armato. Le conseguenze economiche fanno sentire tutta la loro serietà. Ma ancora di più, le conseguenze psicologiche e culturali dei conflitti rischiano di avvelenare cuori e menti per generazioni, sostituendo il rancore alla ragione; a uno slancio creativo verso la costruzione di una coabitazione pacifica e rispondente alla grandezza del cuore e della mente dell’uomo, la contemplazione dei torti e dei dolori subiti. Soggetti di diritto internazionale, membri di quegli organismi che la comunità internazionale si è data per scongiurare il flagello della guerra, noi 3 tutti ci auguriamo, e auguriamo altrettanto a voi, Signori Capitani Reggenti eletti, di essere in grado di operare perché possa essere presto raggiunta la cessazione di ogni conflitto, nella costruzione di una pace giusta, duratura e sostenibile in tutti i teatri di guerra che opprimono quasi ogni continente. Eccellenze Signore e Signori, chiedo la vostra indulgenza se, in questa occasione nella quale parlo come decano e rappresentante del corpo diplomatico, aggiungo brevemente una parola personale di saluto a tutti voi. Come già è noto, il Santo Padre Leone XIV ha voluto chiamarmi a un altro, diverso incarico. Oggi pertanto è l’ultima mia visita alla Serenissima Repubblica nella capacità di Nunzio Apostolico, lasciatemi esprimere in questo momento la mia gratitudine a tutti voi, alla Segreteria per gli Affari Esteri e alle Reggenze che si sono susseguite in questi due anni per la bella collaborazione, espressione dei rapporti storici e solidi tra San Marino e la Santa Sede. Egualmente ringrazio il Corpo Diplomatico, del quale mi son fatto voce in queste occasioni, per la cortesia che mi ha sempre riservato. A voi, pertanto, Signori Capitani Reggenti eletti, auguro di cuore ogni bene per una reggenza illuminata, saggia, nel mantenere l’amicizia e la coesione interna della Repubblica, nell’esprimere sul palcoscenico internazionale quei valori di pace e libertà che da sempre la costituiscono.

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