Il fronte in Medio Oriente si fa sempre più pesante. Nelle ultime ore sono tornati a suonare gli allarmi in Tel Aviv e nel centro di Israele, dove sono stati segnalati nuovi lanci di missili e forti esplosioni. Sullo sfondo cresce il timore di un ulteriore allargamento del conflitto, mentre gli Stati Uniti muovono i primi bombardieri B-52 verso l’area iraniana.
Secondo quanto riferito, Washington avrebbe già avviato le prime missioni operative, mentre Donald Trump ha rilanciato con parole durissime, sostenendo che la guerra con l’Iran potrebbe chiudersi “in due o tre settimane”. Una dichiarazione che conferma il livello massimo di tensione raggiunto in queste ore.
A rendere ancora più delicato il quadro c’è anche la partita strategica dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico energetico mondiale. Secondo indiscrezioni, gli Emirati Arabi Uniti sarebbero pronti a sostenere gli Usa e gli alleati in un’eventuale operazione per garantirne il controllo e la navigazione, entrando così direttamente nel conflitto.
Sul versante italiano, intanto, esplode il caso Sigonella. La base siciliana sarebbe stata dichiarata non disponibile per alcuni velivoli statunitensi, dopo che il governo italiano avrebbe negato l’autorizzazione all’atterraggio a un mezzo militare non considerato logistico. Il ministro Guido Crosetto ha rivendicato la scelta spiegando di aver semplicemente applicato gli accordi esistenti, mentre da Palazzo Chigi filtra la volontà di rassicurare sul rapporto con gli Stati Uniti.
Più duro invece il tono arrivato da Washington. Il segretario di Stato Marco Rubio ha criticato i Paesi che non consentono l’utilizzo delle basi, aprendo anche a una possibile revisione dei rapporti all’interno della Nato. Ancora più diretto Trump, che ha invitato gli alleati europei a “difendersi da soli” e a occuparsi in prima persona della sicurezza energetica nell’area di Hormuz.
Il quadro resta quindi estremamente instabile: da una parte i lanci di missili e la risposta militare, dall’altra il confronto politico e strategico tra alleati. E nelle prossime ore l’attenzione sarà tutta puntata sul nuovo annuncio promesso dalla Casa Bianca sull’Iran, che potrebbe chiarire la direzione delle prossime mosse americane.




