Crosetto blocca Sigonella agli Usa, tensione alta in Medio Oriente

da | 31 Mar 2026

Il Medio Oriente resta in una fase di fortissima tensione e tra i passaggi più rilevanti delle ultime ore c’è anche una decisione che riguarda direttamente l’Italia. Secondo quanto emerso, il ministro della Difesa Guido Crosetto avrebbe negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella, dopo che alcuni assetti aerei americani avevano presentato un piano di volo con scalo in Sicilia e successiva ripartenza verso l’area del conflitto.

Il no italiano sarebbe arrivato dopo verifiche tecniche sul tipo di missione. Da quanto ricostruito, non si sarebbe trattato di normali voli logistici, e quindi di operazioni non automaticamente comprese negli accordi esistenti tra Roma e Washington. Un passaggio che segnala la cautela del governo italiano rispetto a un possibile coinvolgimento, anche solo indiretto, nell’escalation militare in corso.

Sul fronte internazionale, intanto, Donald Trump si sarebbe detto pronto a chiudere il conflitto anche senza la riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale. Una posizione che arriva mentre da Teheran si moltiplicano segnali di irrigidimento politico e militare.

Nelle stesse ore, infatti, il Parlamento iraniano ha approvato l’introduzione di un pedaggio per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, rivendicando il controllo sovrano sull’area. Una mossa che rischia di aumentare ulteriormente la pressione su uno dei passaggi marittimi più delicati del pianeta.

Sempre dall’Iran arrivano poi notizie di forte inasprimento interno. Teheran ha minacciato la pena di morte per chi diffonde foto o video dei danni provocati dagli attacchi, sostenendo che la condivisione di immagini possa equivalere a collaborazione con il nemico. La linea adottata dalla magistratura iraniana si inserisce in un quadro già molto duro, aggravato anche dalle notizie sulle recenti esecuzioni di prigionieri politici.

Nel frattempo il quadro militare continua a peggiorare. Gli Stati Uniti hanno colpito un deposito di munizioni in Iran, mentre Israele ha riferito di un nuovo attacco missilistico iraniano. Sul fronte nord, si registrano anche quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano, ulteriore segnale di un conflitto che continua ad allargarsi ben oltre un solo teatro operativo.

Le ultime ore confermano quindi uno scenario sempre più instabile, con pressione militare, tensione diplomatica e ricadute strategiche globali che coinvolgono direttamente anche l’Europa e l’Italia.

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