Davanti alla Corte d’Assise di Rimini prosegue l’esame dell’imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Al centro chat, movente e ricostruzione della sera del delitto
Prosegue davanti alla Corte d’Assise di Rimini, presieduta dal giudice Fiorella Casadei, l’esame di Louis Dassilva, imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino.
Anche nell’ultima udienza il confronto si è concentrato soprattutto sui rapporti con Manuela Bianchi, con la quale Dassilva aveva una relazione extraconiugale, e sui messaggi scambiati nei mesi precedenti al delitto. Tra quelli finiti all’attenzione della Procura c’è anche una chat del 3 settembre 2023, in cui l’imputato scriveva: “I tuoi familiari mi rendono matto”, frase che per l’accusa potrebbe inserirsi nel quadro del possibile movente.
Nel corso dell’interrogatorio portato avanti dal pm Daniele Paci, Dassilva, in carcere dal luglio 2024 e da sempre dichiaratosi innocente, ha più volte risposto di non ricordare. Nel pomeriggio, però, ha aggiunto un passaggio ritenuto importante, spiegando di aver avuto timore solo del fatto che la relazione con Manuela potesse emergere, richiamando quanto già riferito in precedenza in Questura.
Per la Procura, proprio questo elemento potrebbe rafforzare la pista del movente, anche in relazione a una telefonata in cui la vittima avrebbe accennato alla presenza di un possibile amante della nuora. La difesa, rappresentata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, ha contestato l’utilizzabilità di alcune dichiarazioni rese da Dassilva prima della sua iscrizione nel registro degli indagati, ma la Corte ha deciso di ritenerle ammissibili.
Durante l’udienza si è parlato anche dei rapporti interni alla famiglia. Dassilva, riferendosi a Manuela Bianchi, ha dichiarato che “non era considerata”. Quanto invece alla sera dell’omicidio, l’imputato ha confermato la propria versione, sostenendo di essere rimasto in casa con la moglie, senza però chiarire fino in fondo alcuni passaggi temporali e ricostruttivi.
Spazio infine anche a un’intercettazione ambientale in cui la moglie gli chiedeva cosa dovesse dire sulla notte del delitto. Su quel punto, Dassilva ha replicato: “Se me l’ha chiesto è chiaro che non lo sapeva”.
L’esame dell’imputato andrà avanti anche nelle prossime udienze, in un processo che continua a ruotare attorno ai rapporti personali, ai silenzi e alle contraddizioni emerse nel tempo.




