Lonfernini e la politica che non si racconta: risultati concreti, silenzi incomprensibili

da | 30 Mar 2026

Ci sono stagioni politiche fatte di parole. E poi ce ne sono altre, più rare, fatte di fatti. Il problema — se così si può chiamare — è che quando i fatti arrivano davvero, spesso la politica sembra non accorgersene.
È esattamente ciò che sta accadendo attorno all’operato di Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato alla Cultura e all’Istruzione.
Non è abitudine di INSIDER.SM entrare nel merito dell’operato dei singoli Segretari con giudizi diretti. Ma esiste una soglia oltre la quale il silenzio diventa una forma di rimozione. E quando i risultati sono evidenti, quel silenzio va rotto.
Perché i risultati ci sono. E sono difficili da ignorare.
La riforma dell’Istituto Tecnico, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un percorso quinquennale strutturato già dall’anno scolastico 2026-2027, rappresenta una scelta strategica di lungo periodo. Non è solo un intervento sulla scuola: è un messaggio al sistema Paese. Significa dire che San Marino vuole formare competenze, trattenere talenti, costruire professionalità coerenti con le esigenze di un’economia moderna.
Accanto a questo, la riorganizzazione dell’offerta extrascolastica racconta un altro pezzo di visione: quella di una scuola che non finisce con la campanella. Le attività rivolte agli studenti — sempre più articolate, inclusive e partecipate — non sono un dettaglio, ma un investimento sulla crescita personale, sociale e culturale delle nuove generazioni.
E poi c’è il lavoro sul piano culturale. Non solo eventi, ma contenuti. La presenza di figure di rilievo come Gino Cecchettin sul Titano, all’interno di iniziative che parlano ai giovani e alla società, dimostra una capacità di costruire momenti che vanno oltre la semplice programmazione istituzionale. È cultura che interroga, che educa, che lascia un segno.
Se a questo aggiungiamo il successo crescente dei centri estivi, il riordino dei percorsi formativi e una generale attenzione ai bisogni concreti delle famiglie, il quadro è chiaro: siamo di fronte a una Segreteria che sta lavorando, e anche bene.
E allora la domanda diventa inevitabile.
Perché tutto questo non viene raccontato?
Perché il partito di riferimento non valorizza questi risultati?
Perché la maggioranza non li assume come esempio di buona amministrazione?
In una politica spesso affamata di visibilità, qui si consuma un paradosso: risultati concreti che restano senza narrazione. Come se il lavoro bastasse a sé stesso, senza bisogno di essere condiviso, spiegato, difeso.
E invece no. Perché la politica, se vuole essere davvero guida, ha il dovere di trasformare i risultati in consapevolezza collettiva.
Lonfernini sembra aver scelto una linea diversa: meno parole, più sostanza. Una scelta rispettabile, forse anche controcorrente. Ma che rischia di rimanere isolata se attorno non si costruisce un racconto politico capace di darle forza.
Per questo oggi ne parliamo noi.
Non per cambiare stile, ma per coerenza: quando un’azione pubblica produce effetti positivi, va riconosciuta. Senza enfasi, ma senza reticenze.
A Teodoro Lonfernini vanno dunque i complimenti per un lavoro che sta provando a ridisegnare — con concretezza — il sistema educativo e culturale sammarinese.
Ora però si apre una fase ancora più delicata.
Perché dopo i risultati arriva sempre la sfida più difficile: consolidarli, ampliarli, trasformarli in visione politica condivisa. E soprattutto, far sì che non restino confinati nel silenzio.
Perché una politica che non sa raccontare ciò che funziona, finisce per non essere creduta nemmeno quando ha ragione.

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