Pasqua 2026, rincari del 5,2% su uova, colombe e carne

da | 30 Mar 2026

Con l’arrivo della primavera torna anche la spesa di Pasqua, ma quest’anno con prezzi ancora più alti. A segnalarlo è l’Osservatorio Federconsumatori, che ha monitorato il costo dei principali prodotti tipici delle festività, rilevando nel 2026 un aumento medio del +5,2% rispetto allo scorso anno.

Il quadro che emerge dal monitoraggio conferma una crescita diffusa dei prezzi, che riguarda sia i prodotti simbolo della tradizione pasquale sia quelli più legati alla tavola delle feste. “Con l’ingresso della primavera, è subito Pasqua. Uova, colombe e decorazioni primaverili già affollano gli scaffali e le corsie di supermercati, alimentari e pasticcerie. Colori e prodotti sono sempre gli stessi (o quasi) ma i prezzi no!”, si legge nel comunicato.

Secondo Federconsumatori, a incidere in modo particolare continuano a essere i rincari delle materie prime, soprattutto nel comparto dolciario. “Dopo la forte impennata del costo del cacao, si registrano, anche quest’anno, aumenti nel settore delle uova di Pasqua (mediamente +6%), con in testa i coniglietti di cioccolato e l’uovo piccolo (+8%)”, viene evidenziato nella nota.

Nel dettaglio, tra i prodotti che fanno registrare gli aumenti più evidenti ci sono l’uovo piccolo di marca da 150 grammi, che passa da 12,99 a 13,99 euro (+8%), e il coniglietto di cioccolato, che sale da 5 a 5,40 euro, sempre con un incremento dell’8%. Cresce anche l’uovo medio di marca da 220 grammi, che passa da 15,99 a 16,99 euro (+6%), così come l’uovo decorato medio, che sale da 43 a 45,60 euro (+6%). Più contenuto l’aumento degli ovetti, che si fermano al +3%.

Anche i prodotti da forno segnano un incremento. In particolare, Federconsumatori sottolinea che “nel settore dei prodotti da forno ad aumentare maggiormente è il prezzo della colomba classica (+7%)”. Il prezzo della colomba normale passa infatti da 13,90 a 14,90 euro, mentre la colomba farcita cresce da 24 a 24,90 euro (+4%). Più stabile invece il prezzo dei macarons, che fanno segnare un rialzo dell’1%.

Sul fronte della tavola, il monitoraggio segnala aumenti marcati soprattutto nel comparto delle carni, con rincari che colpiscono in particolare alcuni prodotti tipici del pranzo pasquale. “Nel settore della carne il prezzo di agnello e coniglio (+10%)”, si legge nel comunicato. L’agnello al chilo passa così da 24,55 a 26,90 euro, mentre il coniglio sale da 13,50 a 14,80 euro. Aumenta anche l’abbacchio, che arriva a 28,90 euro al chilo (+5%), così come il petto di pollo (+8%) e la fesa di tacchino (+4%).

In crescita anche le uova fresche, altro prodotto centrale nel periodo pasquale. La confezione da 10 pezzi sale da 4 a 4,30 euro, con un aumento dell’8%, mentre quella da 6 uova passa da 3,19 a 3,25 euro, segnando un incremento più contenuto del 2%.

Il monitoraggio non si limita però ai prezzi, ma fotografa anche il comportamento delle famiglie italiane in vista delle festività. Secondo l’Osservatorio, la tendenza prevalente nel 2026 è quella di un consumo più attento e ragionato. “Le tendenze della Pasqua 2026 riguardano soprattutto una maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo, più che al brand: si leggono più le etichette nutrizionali, si valuta la sostenibilità di ingredienti e filiere, si prediligono prodotti locali. Aumenta anche l’attenzione a non sprecare”, si legge nel comunicato.

Anche per quanto riguarda i comportamenti di consumo e il modo in cui si trascorreranno i giorni di festa, Federconsumatori rileva un atteggiamento prudente. “Per quanto riguarda le modalità con cui gli italiani si apprestano a festeggiare, abbiamo rilevato comportamenti piuttosto prudenti: le famiglie non rinunceranno a pranzi e a viaggi, ma con un atteggiamento più attento a contenere le spese e improntato al fai da te”, viene spiegato.

Chi deciderà di partire, secondo le prime stime, sarà circa una famiglia su sette, ma nella grande maggioranza dei casi resterà entro i confini nazionali. “Chi deciderà di partire (circa 1 famiglia su 7 secondo le prime stime) resterà per oltre il 96% dei casi in Italia, riscoprendo le città d’arte, ma anche i piccoli borghi”, prosegue il testo.

Anche il pranzo fuori casa resta una scelta minoritaria. “Anche quest’anno solo 1 famiglia su 4 trascorrerà il pranzo di Pasqua o di Pasquetta fuori casa, preferendo soprattutto agriturismi e ristoranti dalla cucina tradizionale; in molti non rinunceranno, inoltre, tempo permettendo, al consueto pic nic o barbecue all’aperto”, si legge ancora nella nota.

Accanto ai dati sui rincari, Federconsumatori diffonde anche una serie di indicazioni pratiche per acquistare in modo più consapevole e sicuro. Il primo consiglio riguarda il confronto dei prezzi. “Uno degli errori più comuni è valutare solo il prezzo finale del prodotto. È invece fondamentale controllare il prezzo al chilogrammo, che permette di confrontare davvero i prodotti e scoprire le reali differenze di prezzo”, si legge.

Un altro punto richiamato è quello delle promozioni, che non sempre coincidono con un reale risparmio. Nel comunicato si invita infatti a “verificare il prezzo precedente”, “controllare la scadenza” ed “evitare acquisti impulsivi solo perché il prodotto è in promozione”.

Grande attenzione viene riservata anche all’etichetta, definita nel comunicato “lo strumento principale per fare una scelta consapevole”. Federconsumatori invita a controllare ingredienti, origine delle materie prime, data di scadenza, allergeni e percentuale di cacao nelle uova di cioccolato, ricordando anche che “per colombe e prodotti da forno è importante verificare la presenza di grassi vegetali di bassa qualità”.

Per le uova di Pasqua destinate ai bambini, l’associazione richiama inoltre l’importanza del controllo sul marchio CE delle sorprese. “Controllare il marchio CE sulle sorprese delle uova di Pasqua è molto importante, soprattutto quando sono destinate ai bambini”, si legge nel comunicato, che ricorda come il marchio certifichi il rispetto delle norme europee in materia di sicurezza, salute e tutela del consumatore.

Infine, Federconsumatori suggerisce di privilegiare, quando possibile, prodotti locali e artigianali, perché possono garantire “maggiore qualità, maggiore freschezza, filiera corta, sostegno all’economia del territorio” e in alcuni casi anche “prezzo più basso”.

Il richiamo conclusivo è quello a evitare gli sprechi, indicato come uno dei veri strumenti di risparmio. “Il vero risparmio passa anche dalla riduzione degli sprechi”, sottolinea il comunicato, invitando a pianificare il pranzo pasquale, non acquistare quantità eccessive di dolci, conservare correttamente i prodotti e utilizzare gli avanzi nei giorni successivi.

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