La procedura per accedere alla disoccupazione a San Marino sarebbe dovuta diventare più semplice con la digitalizzazione, ma secondo la CDLS il risultato, almeno per ora, sarebbe opposto. A denunciarlo è lo stesso sindacato, che in un comunicato diffuso il 29 marzo 2026 punta il dito contro un sistema che, invece di alleggerire il percorso per i lavoratori, starebbe creando nuovi ostacoli, soprattutto per i frontalieri.
Nel testo si sottolinea come la fase di accesso agli ammortizzatori sociali, già delicata per chi ha appena perso il lavoro, sia oggi resa più complessa da procedure digitali non sempre immediate né intuitive. “Perdere il lavoro e dover accedere agli ammortizzatori sociali dovrebbe essere un percorso semplice e rapido. Oggi, però, a San Marino non è così”, si legge nel comunicato. La CDLS osserva che “le recenti modifiche alle procedure per richiedere la disoccupazione, introdotte con l’obiettivo di snellire l’iter, nei fatti stanno complicando la vita ai lavoratori, in particolare ai frontalieri”.
Secondo il sindacato, uno dei nodi principali riguarda proprio l’obbligo di passare attraverso il portale della Pubblica Amministrazione. “Come CDLS lo constatiamo ogni giorno: la digitalizzazione dei processi ha reso obbligatorio il passaggio dal portale della Pubblica Amministrazione, ma non tutti hanno dimestichezza con gli strumenti informatici”, viene evidenziato nella nota. E ancora: “Per molti lavoratori, anche solo registrarsi rappresenta un ostacolo concreto. Inoltre, l’accreditamento non è immediato: possono passare ore, se non giorni, prima del perfezionamento dell’iter”.
Un aspetto che, secondo la CDLS, rischia di avere ricadute dirette sul piano economico. Il termine per presentare la domanda, infatti, è limitato a pochi giorni e i rallentamenti iniziali potrebbero pesare concretamente sull’accesso al sostegno. “Un problema serio, perché il tempo a disposizione per presentare la domanda di disoccupazione è limitato a otto giorni”, scrive il sindacato, aggiungendo che “ritardi nelle procedure rischiano quindi di tradursi in una perdita di giornate di sussidio, con conseguenze dirette sul reddito delle persone”.
La critica non riguarda però solo la fase online. Nel comunicato viene infatti evidenziato che, nonostante la procedura sia stata digitalizzata, il lavoratore è comunque chiamato a presentarsi di persona in più uffici. “A questo si aggiunge un’altra criticità: la digitalizzazione non ha eliminato i passaggi in presenza”, si legge. La CDLS spiega che “dopo aver completato la richiesta online, il lavoratore deve comunque recarsi fisicamente all’Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive (ULPA) per firmare il patto di servizio, e successivamente all’Ufficio Indennità Economiche dell’Istituto per la Sicurezza Sociale”.
Per il sindacato, quindi, il cambiamento avrebbe prodotto soprattutto un trasferimento di incombenze dai servizi pubblici ai cittadini. “Di fatto, ci troviamo di fronte a una procedura che alleggerisce il lavoro degli uffici, ma lo rende più complesso per chi deve accedere all’ammortizzatore sociale”, si legge ancora nella nota. Un quadro che, sempre secondo la CDLS, pesa in modo particolare su chi si trova già in una fase di difficoltà personale e lavorativa. “Senza dimenticare che chi perde il lavoro vive già una situazione delicata, che rende ancora più difficile affrontare iter burocratici lunghi e poco intuitivi”.
Nel comunicato, il sindacato ricorda anche la propria disponibilità ad assistere i lavoratori nelle pratiche. “Come sindacato siamo a disposizione dei lavoratori per supportarli nella registrazione al portale della PA e nella presentazione della domanda”, scrive la CDLS, precisando che “i nostri uffici sono a Domagnano, al Central Square in via Cinque Febbraio 17”.
Infine, la presa di posizione si chiude con la richiesta di una revisione concreta delle procedure attuali. “Abbiamo già segnalato queste criticità agli organi competenti, chiedendo uno snellimento reale della burocrazia”, conclude il comunicato. “Continueremo a farlo, con l’obiettivo di tutelare concretamente i lavoratori e rendere il sistema più accessibile ed efficace”.




