Il dato di dicembre 2025 sembra quasi rassicurante, con un’inflazione ferma al +1,6%, in calo rispetto ai mesi precedenti. Ma è solo una parte della fotografia. Guardando all’intero anno, i prezzi al consumo crescono del 2,3%, quasi il doppio rispetto al 2024, confermando un’accelerazione che incide concretamente sulla vita quotidiana.
I dati, diffusi dall’Ufficio Nazionale di Statistica della Repubblica di San Marino, mostrano come a trainare l’aumento siano soprattutto i servizi. In particolare, ristorazione e strutture ricettive (+4,6%) e i servizi ricreativi e culturali (+4,1%), insieme ai beni e servizi vari che segnano un +5,6%.
Sul fronte alimentare, il 2025 registra un incremento del 3,7%. A pesare sono soprattutto alcuni prodotti: caffè, tè e cacao (+15,9%), carni (+6,5%) e pane e cereali (+4,3%). In controtendenza, si segnala il calo di oli e grassi (-4%) e dei vegetali (-0,6%), ma il bilancio resta comunque in crescita.
Incide anche il comparto energetico: le spese per abitazione ed energia tornano positive (+1,1%), con l’energia elettrica che segna un forte +17,8%, seguita dal gas naturale (+3,3%).
Tra gli aumenti più sorprendenti spicca la categoria gioielleria e orologeria (+82,8%), legata al boom del prezzo dell’oro, insieme ai servizi assicurativi per l’abitazione (+22,1%).
Non mancano però segnali opposti: i carburanti scendono del 6,2%, mentre rallentano anche i prezzi di abbigliamento e bevande alcoliche.
Nel complesso, il 2025 si chiude con un’inflazione più alta rispetto all’anno precedente, spinta soprattutto dai mesi estivi, quando i rincari hanno superato il 3%. Il calo registrato a dicembre, dunque, non basta a cambiare il quadro generale: il costo della vita resta sotto pressione.
Dal 2026, inoltre, cambierà anche il sistema di rilevazione, con l’introduzione della nuova classificazione europea dei consumi e una base aggiornata, segnando un’evoluzione importante nella lettura dei dati ufficiali.




