BOMBA SU SAN MARINO: online tutti gli atti segreti del caso BSM-Bulgari (con nomi, arresti e scarcerazioni)

da | 19 Mar 2026

Altro che indiscrezioni: ora ci sono le carte. Tutte.
Pubblicati online documenti riservati, nomi e provvedimenti giudiziari della vicenda Banca di San Marino.
Dentro anche ordinanze di arresto e scarcerazione: chiunque può leggerle

Sta circolando in queste ore un sito “San Marino Discolusure”, raggiungibile al dominio https://www.sanmarinodisclosure.com/ destinato a far discutere. Non è un blog, non è un’opinione: è un archivio documentale completo sulla vicenda legata alla vendita di Banca di San Marino.

Dentro ci sono atti processuali, ricorsi, comunicazioni ufficiali e documentazione bancaria. Ma soprattutto ci sono i nomi. Tutti. Dirigenti, membri dei CdA, figure istituzionali e magistrati coinvolti nelle varie fasi. E, elemento ancora più delicato, anche ordinanze di arresto e provvedimenti di scarcerazione.

La ricostruzione parte da un’operazione da oltre 36 milioni di euro, inizialmente approvata all’unanimità da Ente Cassa di Faetano e sostenuta come intervento strategico per rafforzare Banca di San Marino, tra aumento di capitale e immissione di liquidità.

Poi il cambio di rotta. Arrivano accuse pesanti: corruzione privata, gestione illecita, sospetti legati all’antiriciclaggio. L’operazione si blocca e scatta il sequestro di circa 15 milioni di euro depositati presso la banca.

Nel dossier pubblicato si sostiene che quei fondi fossero stati già verificati e accettati, e che la decisione di bloccarli rappresenti una contraddizione evidente, anche perché somme con la stessa origine, già versate ad altri soggetti, non sono mai state contestate. Un punto che viene indicato apertamente come un “doppio standard”.

Il documento alza ulteriormente il livello dello scontro parlando di pressioni, decisioni giudiziarie incoerenti e possibili tensioni interne tra sistema bancario, istituzioni e magistratura. Tutto supportato, almeno nella loro versione, da atti pubblicati integralmente.

La vera novità è proprio questa: non si tratta più di ricostruzioni o indiscrezioni, ma di un archivio accessibile a chiunque, senza filtri e senza mediazioni. Un’operazione dichiarata come “trasparenza totale”, che però inevitabilmente espone nomi e dinamiche estremamente sensibili.

Ora il caso esce definitivamente dal perimetro tecnico e diventa pubblico. E con tutti i documenti online, la pressione su istituzioni e sistema Paese è destinata a salire.

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