Il Consiglio Grande e Generale, nella seduta del mattino di mercoledì 18 marzo, prosegue – al comma 13 – la ratifica dei Decreti Delegati. Si riparte dal Decreto – Legge 5 marzo 2026 n.33 – “Disposizioni in materia di sostegno al settore veicoli”.
L’opposizione insiste sul fatto che il problema sia noto da anni e che si sia intervenuti troppo tardi e con uno strumento inadeguato, mentre la maggioranza difende il decreto come un passaggio necessario per dare risposte immediate a un settore colpito anche da fattori esterni, in particolare dalle nuove regole italiane.
Sara Conti (RF) ricorda che il problema non nasce oggi ma è noto da tempo, anche grazie ai lavori della Commissione Antimafia, e sottolinea come si sia intervenuti solo ora con uno strumento emergenziale. Il punto centrale del suo intervento è chiaro: il settore va sostenuto, ma non in modo selettivo, perché “non si possono fare interventi mirati a singoli soggetti, creando disparità di trattamento, con operatori di serie A e operatori di serie B”. Anche Antonella Mularoni (RF) insiste su questo aspetto e parla apertamente di un problema sottovalutato per anni, evidenziando il rischio che certe dinamiche abbiano compromesso i rapporti con l’Italia e la credibilità del Paese. Emanuele Santi (Rete) porta il confronto su un piano ancora più politico e divide il tema in due: da una parte il decreto, dall’altra le responsabilità accumulate nel tempo. Sul provvedimento è netto: lo definisce “un decreto legge arrivato d’urgenza, calato dall’alto”, mentre sul passato ricorda che per anni il settore è stato segnalato come fuori controllo senza interventi concreti. Anche Matteo Casali (RF) contesta l’uso del decreto legge, sostenendo che la necessità e urgenza siano state create dalla stessa politica che non ha agito prima, e propone di fermarsi per costruire una legge più solida con un confronto vero tra tutte le parti. Michela Pelliccioni (indipendente) esprime forte perplessità sul contenuto del decreto, sostenendo che mescoli aiuti al settore con interventi su debiti pregressi, con il rischio di utilizzare risorse pubbliche senza una visione chiara.
Dalla maggioranza arriva invece una lettura diversa. Massimo Andrea Ugolini (PDCS) riconosce che si sarebbe potuto intervenire prima, ma sottolinea che oggi è necessario dare risposte concrete e che, grazie agli emendamenti, il testo è stato migliorato e può aiutare gli operatori seri. Michele Muratori (Libera) evidenzia la distorsione del mercato, parlando di una crescita anomala delle concessionarie e di un sistema che ha penalizzato chi ha sempre lavorato correttamente, e sostiene che il decreto sia un intervento necessario per ristabilire equilibrio. Gian Nicola Berti (AR) amplia il ragionamento e collega il tema a una fragilità più generale del sistema economico sammarinese, esposto a tentativi di utilizzo distorto da parte di soggetti esterni. Per Berti il punto è difendere gli operatori onesti e rafforzare i controlli, anche con misure più stringenti. Sulla stessa linea Gemma Cesarini (Libera), che individua nelle differenze tra monofase e IVA uno dei nodi strutturali e sottolinea l’importanza del dialogo con l’Italia, considerato fondamentale per risolvere davvero il problema.
Una parte del dibattito si concentra poi sullo scontro tra maggioranza e opposizione sulle responsabilità del passato. Carlotta Andruccioli e Mirko Dolcini (D-ML) respingono l’idea che nella precedente legislatura ci sia stata una minimizzazione, sostenendo che il problema fosse stato affrontato e che oggi si stia costruendo una narrazione politica strumentale. Dall’altra parte, esponenti della maggioranza come Guerrino Zanotti (Libera) ribadiscono che il fenomeno è stato sottovalutato e che oggi se ne pagano le conseguenze.
In chiusura, il Segretario di Stato Rossano Fabbri spiega che il provvedimento nasce anche come risposta a una situazione eccezionale legata alle nuove regole italiane e a episodi che hanno coinvolto il sistema sammarinese, chiarendo però che non si tratta di una soluzione definitiva ma di un aiuto immediato. Pur non essendo risolutivo, l’intervento – sostiene il Segretario di Stato – “rappresenta un aiuto che gli operatori aspettano da tempo. È un aiuto importante che consentirà di superare questo momento e di arrivare, nei diversi ambiti – nuovo, usato, motocicli – a soluzioni più strutturate e definitive”.
Inizia quindi la discussione degli emendamenti: quelli proposti dal Governo e quelli interamente soppressivi presentati da Rete.
Alle 13.00 la seduta viene sospesa. I lavori riprenderanno alle 15.00.
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