San Marino, sanità sotto accusa: “serve riforma e stop alla politica”

da | 18 Mar 2026

Torna al centro del dibattito politico il tema della sanità sammarinese, con l’intervento di DOMANI – Motus Liberi che sollecita una riforma strutturale del sistema e una netta separazione tra gestione sanitaria e politica.

Nel comunicato si legge che “l’urgente dibattito sulle condizioni in cui versa la Sanità sammarinese non può più rimanere imprigionato tra vuoti slogan e annunci di facciata”, denunciando come “da troppo tempo il sistema sanitario della Repubblica paga il prezzo di scelte politiche miopi e di un modello di gestione fermo al passato”. Il movimento individua responsabilità politiche precise, affermando che “la responsabilità politica di questo immobilismo è principalmente di quel partito […] il PDCS, che direttamente o indirettamente ne tira le redini da troppo tempo”.

La posizione di DOMANI – Motus Liberi punta su un cambiamento profondo del sistema. “Da sempre sostiene la necessità di una riforma strutturale, che metta al centro la qualità delle cure, la dignità dei professionisti e una gestione efficiente e razionale delle risorse”, con l’invito alle forze di maggioranza a non ignorare le criticità segnalate dai cittadini.

Tra i temi affrontati emerge quello della libera professione. “A breve presenteremo al Consiglio Grande e Generale una importante proposta di legge sulla materia”, spiegando che “la libera professione, se regolata con intelligenza e trasparenza, possa rappresentare una leva strategica” per migliorare il sistema, pur richiedendo “paletti chiari per evitare distorsioni” e garantire la priorità del servizio pubblico.

Il comunicato richiama anche la questione del personale sanitario. “La professione infermieristica è oggi sempre più strutturata”, si legge, evidenziando come “le condizioni economiche e le prospettive di crescita professionale devono essere competitive, altrimenti il forte rischio è la fisiologica fuga verso realtà più remunerative”.

Uno dei punti centrali riguarda il ruolo della politica. “La politica deve uscire dai corridoi dell’Ospedale di Stato”, afferma il movimento, precisando che “non è compito delle articolazioni del governo occuparsi di equilibri, nomine e riorganizzazioni interne ai reparti e ai servizi”, ma piuttosto definire strategie, aggiornare le convenzioni e costruire un modello sanitario moderno.

Infine, viene sollevata la questione del nuovo ospedale. “Che fine ha fatto il nuovo Ospedale di Stato?”, si legge nel comunicato, sottolineando come “ai cittadini non è stato ancora comunicato con quali risorse si realizzerà, né – soprattutto – quale modello sanitario vedrà la luce”. Da qui la richiesta di “trasparenza e un confronto pubblico aperto con cittadini”, con il timore che senza un piano chiaro “il nuovo ospedale rischia di diventare solo un involucro vuoto”.

Il movimento conclude ribadendo il proprio impegno politico: “continuerà a portare avanti queste battaglie in nome dell’interesse collettivo”, sottolineando che “la Sanità non è di proprietà di chi governa, ma di tutti i cittadini”.

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