La crisi in Medio Oriente si aggrava ora dopo ora, con un’escalation che coinvolge Iran, Israele, Libano e Stati Uniti. Secondo quanto riportato da ANSA, Teheran ha confermato la morte di Ali Larijani, figura chiave della sicurezza iraniana, ucciso in un’operazione attribuita a Israele, e ha annunciato una possibile ritorsione militare.
Nella notte, nuovi attacchi aerei israeliani su Beirut hanno provocato almeno 6 morti e 24 feriti, colpendo anche zone centrali e densamente abitate della capitale libanese. Le esplosioni hanno causato colonne di fumo visibili in tutta la città, aumentando il clima di paura tra la popolazione.
Dal fronte iraniano arrivano toni durissimi. Il ministro degli Esteri ha avvertito che le conseguenze del conflitto “colpiranno tutto il mondo”, mentre i vertici militari parlano apertamente di vendetta contro Israele. Alcuni attacchi contro Tel Aviv, con vittime civili, sarebbero già stati rivendicati come risposta diretta.
Nel frattempo, la crisi si allarga anche ad altri scenari: colpiti siti iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, nuovi attacchi contro strutture statunitensi a Baghdad e crescenti tensioni tra Washington e Teheran. Sul piano politico, gli Stati Uniti valutano una coalizione con paesi arabi e Israele, mentre emergono divisioni interne con dimissioni ai vertici dell’antiterrorismo.
Il quadro resta estremamente instabile, con il rischio concreto che il conflitto si trasformi in una crisi globale con ripercussioni economiche e geopolitiche diffuse




