La maggioranza finisce nel mirino delle opposizioni sul progetto di legge relativo all’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulla vicenda bulgara. In un comunicato congiunto firmato RF-DML-RETE-DEMOS, i gruppi di opposizione contestano nel merito e nel metodo l’impostazione del provvedimento, parlando apertamente di un tentativo di rallentare e depotenziare l’indagine.
“Quello depositato oggi non è il Progetto di Legge per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta: è un’operazione di copertura politica”, si legge nel comunicato, che entra subito nel merito delle modalità previste. Secondo le opposizioni, “per come impostata, si tratterà infatti di una finta indagine, costruita su misura, in cui i soggetti vengono ‘invitati’ a riferire invece di essere convocati e auditi”.
Nel testo viene criticata anche la composizione dell’organismo, ritenuta sbilanciata a favore della maggioranza: “Cinque membri di maggioranza contro tre di opposizione: altro che ‘fare quadrato’, altro che organismo di garanzia! Si tratta a tutti gli effetti di un ‘tribunale controllato’ e adesso vogliamo sapere perché!”.
Le opposizioni puntano inoltre il dito sui tempi previsti per l’avvio dei lavori della Commissione. “Ma non basta: l’avvio dei lavori è rinviato di un anno, con il limite fissato addirittura al 31 gennaio 2027”, si legge ancora nel comunicato. Una scelta che, secondo i firmatari, consentirebbe di mantenere inalterati gli equilibri politici nel frattempo: “Nel frattempo, la forza politica che inequivocabilmente ha indirettamente gestito l’operazione resta saldamente al proprio posto a gestire il Paese”.
Nel passaggio successivo, il comunicato chiama direttamente in causa il Pdcs e gli altri partiti di maggioranza: “È il paradosso più grave: davanti ad una situazione drammatica, il Pdcs, decide tempi, modalità di svolgimento e scegliendo con requisiti stringenti chi debba e chi non debba far parte dell’organismo”. E aggiunge: “E in tutto questo i partner di governo – Libera, Psd e AR – piegano la testa, in una perdita di dignità senza precedenti”.
Le opposizioni rivendicano quindi la proposta alternativa avanzata: “Le opposizioni avevano proposto una Commissione vera, immediata, paritetica, capace di analizzare senza sconti sia il sistema delle tangenti sia il cosiddetto ‘piano parallelo’. Perché la verità non può aspettare”.
In conclusione, il comunicato denuncia quella che viene definita una strategia dilatoria: “Oggi invece vince la logica dilatoria: si prende tempo per insabbiare, si blindano gli equilibri, si protegge un sistema di potere sempre più opaco”. E chiude con una valutazione netta: “Non è solo una scelta sbagliata. È una scelta che grida vendetta.”




