Il 2025 si chiude con un quadro economico in deciso rafforzamento per la Repubblica di San Marino. I dati diffusi dall’Ufficio Nazionale di Statistica relativi al quarto trimestre 2025 delineano un sistema Paese solido, capace di sostenere le pressioni del contesto internazionale e di generare nuova crescita reale, con il settore privato confermato come principale motore dello sviluppo.
Le forze di lavoro complessive superano quota 25.000 unità, con un incremento annuo di 442 lavoratori. Il dato è trainato in modo netto dall’aumento dei lavoratori dipendenti, grazie soprattutto al comparto privato, che da solo ha creato 409 nuovi posti di lavoro negli ultimi dodici mesi. Un segnale che indica un clima di fiducia da parte delle imprese e una propensione agli investimenti e alle assunzioni.
Sul piano qualitativo, emerge con forza la riduzione del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, considerata uno degli indicatori più sensibili dello stato di salute delle aziende. Nei primi nove mesi del 2025, l’importo liquidato è diminuito di circa il 20% rispetto allo stesso periodo del 2024, evidenziando una maggiore continuità produttiva e una stabilità operativa diffusa.
“Siamo di fronte a indicatori che premiano la stabilità e la visione a lungo termine – osserva Alessandro Bevitori, Segretario di Stato per il Lavoro –. Il dato che più mi preme sottolineare non è solo l’aumento quantitativo degli occupati, che tocca livelli record, ma la drastica riduzione della Cassa Integrazione. Meno ammortizzatori significano più ore lavorate, più produttività e famiglie più serene. Anche il lieve ritocco del tasso di disoccupazione va letto in chiave macroeconomica: in un mercato dinamico cresce la popolazione attiva attratta dalle opportunità che il nostro sistema è in grado di offrire”.
Sul fronte imprenditoriale, il bilancio resta positivo. Al 31 dicembre 2025 risultano operative 5.318 imprese, con un saldo attivo di +71 attività rispetto all’anno precedente. L’analisi settoriale evidenzia una trasformazione strutturale del tessuto economico. Il manifatturiero attraversa una fase di consolidamento: a fronte di una lieve riduzione del numero di licenze, aumenta il numero di addetti (+133 occupati), segno di aziende più strutturate e dimensionate.
Parallelamente, crescono con decisione i servizi avanzati. Il settore Informazione e Comunicazione registra un aumento della forza lavoro del 6,1%, confermando il ruolo crescente dell’innovazione tecnologica e digitale nello sviluppo economico del Paese. Anche turismo e commercio mantengono una funzione strategica: il commercio segna un incremento sia nel numero di imprese (+17) sia negli occupati (+97).
I dati mostrano inoltre un’evoluzione coerente con gli obiettivi di transizione ecologica, con un aumento significativo delle immatricolazioni di veicoli ibridi ed elettrici, segnale di un cambiamento progressivo nei comportamenti di imprese e cittadini.
“Questi numeri raccontano un sistema imprenditoriale che non si limita a resistere, ma evolve e si specializza – dichiara Rossano Fabbri, Segretario di Stato per l’Industria –. La crescita del numero delle imprese, accompagnata dal rafforzamento in termini occupazionali, indica che abbiamo creato un habitat favorevole allo sviluppo. La tenuta del manifatturiero, unita all’espansione dei servizi tecnologici, dimostra che la diversificazione dell’economia sammarinese è ormai un dato strutturale”.
Il 2026 si apre quindi con prospettive incoraggianti, sostenute da fondamentali economici che confermano come San Marino abbia intrapreso un percorso di crescita organica e strutturale, fondato su occupazione stabile, innovazione e rafforzamento del sistema produttivo.




