Ampio spazio nella seduta odierna del Consiglio Grande e Generale è stato dedicato alle questioni internazionali e geopolitiche. Giuseppe Maria Morganti (Libera) richiama l’attenzione del Consiglio Grande e Generale sui gravi fatti in corso in Iran, parlando di una lotta di liberazione contro una dittatura che dal 1979 governa con repressione e violazioni dei diritti umani. Esprime piena solidarietà al popolo iraniano, in particolare a donne e giovani,. Presenta un ordine del giorno che condanna la repressione, chiede la moratoria delle esecuzioni capitali e impegna San Marino ad attivarsi in sede ONU per fermare le violenze. Gerardo Giovagnoli (PSD) difende il ruolo dell’Unione Europea come spazio di tutela per i Paesi più deboli e come argine alle derive autoritarie. Si associa alla condanna dei regimi dittatoriali, in Iran e Venezuela, ma ribadisce che la liberazione dei popoli non può avvenire tramite occupazioni o imposizioni esterne. Invita San Marino a mantenere una posizione chiara a favore della democrazia, dello Stato di diritto e della risoluzione pacifica dei conflitti. Dalibor Riccardi (Libera) condanna con fermezza l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, definendolo una violazione del diritto internazionale e un precedente pericoloso, mascherato da pretesti come la lotta al narcotraffico. Critica il silenzio del Governo sammarinese, ritenuto una rinuncia al ruolo storico di neutralità attiva e difesa dei diritti umani. Presenta un ordine del giorno che impegna San Marino a condannare l’intervento militare, le violazioni del regime Maduro e a riaffermare il proprio impegno per pace, multilateralismo e sovranità dei popoli. Giovanni Zonzini (Rete) condivide le preoccupazioni sul deterioramento dell’ordine internazionale e ritiene corretto sostenere l’ordine del giorno di Libera, pur evitando letture strumentali. Richiama il valore delle azioni simboliche di San Marino, come il riconoscimento della Palestina e l’accoglienza dei profughi, esprimendo forte preoccupazione per i rigurgiti di razzismo e xenofobia emersi nel dibattito sull’ospitalità ai palestinesi. Invita Governo e maggioranza a difendere con chiarezza la tradizione sammarinese di solidarietà e accoglienza. Marco Mularoni (PDCS) difende il ruolo dell’Unione Europea, ricordando dati concreti e segnali positivi come il rientro del Regno Unito nel programma Erasmus+, e ribadisce la centralità del diritto internazionale per San Marino, riconoscendo anche l’impegno portato avanti dal Segretario di Stato agli Affari Esteri Luca Beccari negli organismi multilaterali. Infine chiede al Segretario competente di vigilare sul futuro di Villa Filippi, sollecitando confronto e tutela di un patrimonio culturale che appartiene all’intera Repubblica. Gaetano Troina (D-ML) richiama la necessità di prudenza diplomatica per un piccolo Stato come San Marino, la cui forza storica è la neutralità e la capacità diplomatica, sottolineando che ogni parola detta “al microfono ha un peso e richiede responsabilità. Se nella scorsa legislatura qualcuno avesse anche solo ipotizzato la presentazione di ordini del giorno come quelli che abbiamo visto circolare oggi, l’aula si sarebbe letteralmente ribaltata”. Rispetto alla questione venezuelana, il Segretario di Stato Luca Beccari ribadisce che San Marino riconosce da sempre il valore centrale del diritto internazionale e del multilateralismo. Ricorda che anche l’Aula si è già espressa in passato sulle violazioni dei diritti umani in Venezuela, ma sottolinea che l’attuale ordine del giorno, “per come è scritto e impostato”, non rispecchia l’approccio tradizionale di moderazione del Paese. Si dice disponibile a un confronto per un testo condiviso, richiamando il metodo adottato sul riconoscimento dello Stato di Palestina: una posizione chiara sui diritti umani, ma calibrata e attenta a evitare derive o letture estreme. Conclude auspicando una sintesi che rappresenti in modo equilibrato la posizione della Repubblica di San Marino sulla scena internazionale.
Il capogruppo di Libera, Michele Muratori, sottolinea che, per un piccolo Stato come San Marino, richiamarsi al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite e al multilateralismo non è una formula retorica, ma una necessità politica. Sul Venezuela, spiega che, partendo da posizioni iniziali più rigide, la maggioranza ha lavorato a una mediazione per arrivare a un ordine del giorno che chiarisse la posizione sammarinese, valorizzando il principio della neutralità attiva.
ll Consiglio Grande e Generale, premesso che la Repubblica di San Marino è da sempre impegnata nella promozione della pace, del multilateralismo e del rispetto del diritto internazionale; premesso che la Carta delle Nazioni Unite vieta l’uso della forza tra Stati, salvo i casi di legittima difesa o previa autorizzazione esplicita del Consiglio di Sicurezza, sancendo il principio di sovranità e di non ingerenza negli affari interni degli Stati; considerato che all’inizio di gennaio 2026 si è verificata una significativa operazione militare nel territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela, nel corso della quale il Presidente Nicolás Maduro e altre persone sono state catturate e trasferite negli Stati Uniti per rispondere di accuse penali; considerato che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha espresso preoccupazione per il ricorso alla forza, ribadendo che nessuno Stato dovrebbe minacciare o usare la forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato; considerato che tale operazione è stata oggetto di ampio dibattito internazionale in merito alla sua compatibilità con il diritto internazionale e con le norme che disciplinano l’uso della forza; considerato che la situazione in Venezuela resta caratterizzata da gravi violazioni dei diritti umani, da una crisi politica prolungata e da un clima di instabilità che ha prodotto diffuse sofferenze per la popolazione; ritenuto fondamentale continuare a sostenere il pieno rispetto delle norme del diritto internazionale; ritenuto necessario rafforzare l’azione della comunità internazionale per la tutela dei diritti umani, la risoluzione pacifica dei conflitti e la promozione di processi democratici inclusivi in Venezuela; impegna il Congresso di Stato: – a continuare a monitorare lo stato dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Venezuela, condannando ogni forma di repressione, violenza e violazione dei diritti della popolazione; – a invitare tutte le parti coinvolte e la comunità internazionale a favorire una soluzione pacifica e negoziata della crisi venezuelana, nella piena osservanza del diritto internazionale, attraverso il rafforzamento del ruolo delle istituzioni multilaterali competenti; – a promuovere, nelle sedi internazionali in cui la Repubblica di San Marino è rappresentata, un dialogo costruttivo volto allo sviluppo di strumenti efficaci per la prevenzione dei conflitti, la tutela dei diritti umani e il sostegno a percorsi di riconciliazione nazionale in Venezuela; – a confermare, in adesione ai principi della Carta delle Nazioni Unite, l’impegno di San Marino per la pace, il multilateralismo e il rispetto della legalità internazionale, in coerenza con la tradizione di neutralità attiva e con i valori costituzionali della Repubblica.




