Muratori (Libera): “Ora il Paese chiede risposte concrete su sviluppo, equità e diritti”

da | 19 Gen 2026

Giulia Muratori (Libera): Parto da un presupposto che credo debba essere condiviso da tutti: chi rappresenta le istituzioni è sempre chiamato al rispetto delle persone e delle istituzioni stesse. In questo senso, ritengo corretto riconoscere che il Segretario di Stato Ciacci abbia compiuto l’unica scelta possibile e giusta, ossia assumersi la responsabilità di quanto accaduto, riconoscere l’errore e chiedere scusa pubblicamente in quest’aula.  Riconoscere un errore e chiedere scusa è un atto di responsabilità che non cancella quanto accaduto, ma rappresenta un passaggio necessario per ristabilire un clima istituzionale corretto e per offrire a tutti noi uno spunto di riflessione su come, a vario titolo, siamo chiamati a mantenere alta la qualità del dibattito pubblico.  Come Libera, sì, abbiamo ricevuto la lettera inviata dal partito di Repubblica Futura. Abbiamo scelto di non rispondere per iscritto non per mancanza di attenzione o di rispetto, ma perché abbiamo ritenuto più opportuno percorrere una strada più diretta e immediata. Ci siamo attivati subito, come lei stessa ha ricordato, e personalmente ho contattato telefonicamente la consigliera Savoretti per esprimerle la mia piena solidarietà.  Trattandosi di una vicenda direttamente legata al Segretario di Stato Ciacci, abbiamo ritenuto corretto tentare di ripristinare il dialogo tra le parti coinvolte e di mettere mano alla situazione. Credo che l’intervento di oggi del Segretario Ciacci vada proprio in questa direzione, nel tentativo di accorciare le distanze e di ricostruire un clima di confronto corretto. Episodi di questo tipo, lo voglio dire con chiarezza, non devono ripetersi, indipendentemente da chi li compie.  Ritengo tuttavia che continuare ad alimentare ulteriormente questa discussione non renda un buon servizio né al Consiglio né al Paese. Questo non significa sminuire quanto accaduto – e colgo l’occasione per esprimere nuovamente la mia piena solidarietà anche a Thomas Bonfini, solidarietà che ho già manifestato personalmente – ma significa riconoscere che oggi i cittadini ci chiedono risposte concrete su molti temi fondamentali. Ci siamo lasciati alle spalle un 2025 particolarmente intenso, che ha coinciso con il primo anno e mezzo di legislatura. Penso innanzitutto alle misure immediate adottate, come quelle legate all’emergenza casa, agli investimenti sulle infrastrutture per l’approvvigionamento energetico, all’estensione della raccolta differenziata in tutti i Castelli. Abbiamo sbloccato interventi che per anni erano rimasti fermi: dalla messa in sicurezza di aree critiche alla manutenzione straordinaria di infrastrutture dimenticate, restituendo ordine e sicurezza al territorio.  Penso anche all’installazione delle antenne di radiotelefonia, un intervento concreto che va a risolvere problemi quotidiani vissuti da cittadini e imprese. Per questo respingo l’idea che questo Governo non abbia fatto nulla in questo anno e mezzo. Non voglio fare un elenco, ma credo sia doveroso riconoscere il lavoro svolto.  L’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato anche caratterizzato da un impegno serio della maggioranza e del Governo per mettere in sicurezza i conti pubblici. San Marino convive con il debito estero e il 2026, come abbiamo detto in sede di finanziaria, sarà un anno di transizione, proprio in vista del riposizionamento del debito. In questo quadro, la coesione della maggioranza non è un fatto formale, ma una scelta politica responsabile e necessaria.  Il 2026 dovrà però essere anche l’anno delle politiche di sviluppo, capaci di ampliare la base produttiva, aumentare l’occupazione e il gettito, rafforzando ulteriormente l’economia reale del Paese. In questa prospettiva, un passaggio decisivo sarà rappresentato dall’Accordo di associazione con l’Unione Europea.  Essere un Paese piccolo ma profondamente integrato nel mercato unico europeo significa maggiore attrattività e migliore posizionamento internazionale. Come Libera e come maggioranza, continuiamo a sostenere con convinzione questo percorso.  Quando parliamo di sviluppo, però, non possiamo prescindere dal territorio. Questa sera verrà presentato alla cittadinanza uno strumento di pianificazione strategica che riteniamo fondamentale per rispondere alle reali emergenze, a partire da quella abitativa, con un approccio organico e multilivello. In questo percorso, un ruolo centrale lo giocano la ricerca e il trasferimento tecnologico. Perché non incentivare, quindi, una sinergia sempre più stretta tra l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino e San Marino Innovation, affinché sapere, formazione e innovazione diventino motori concreti di crescita e nuova occupazione?  Accanto allo sviluppo, vogliamo mantenere centrale anche il tema dell’equità sociale e del sostegno alle famiglie. In questo Consiglio arriveranno finalmente in seconda lettura la legge sull’ICEE e la legge sulla cittadinanza, e a stretto giro sarà depositata anche la legge sugli aiuti alle famiglie, con l’obiettivo di costruire uno Stato sociale più aderente alle esigenze reali delle persone.  Come Libera, sentiamo forte la necessità di ribadire il valore del dialogo, della pace, del rispetto dei diritti umani e della centralità del multilateralismo, soprattutto in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni crescenti.  Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a quanto sta accadendo in Iran, dove migliaia di giovani e di donne scendono in piazza chiedendo semplicemente ciò che noi diamo per scontato: libertà, diritti, dignità. A queste richieste legittime il regime risponde con la repressione, con arresti arbitrari e, in alcuni casi, con la pena di morte. Per questo riteniamo condivisibile l’ordine del giorno presentato, che condanna ogni forma di repressione e manifesta solidarietà al popolo iraniano.  Sul Venezuela voglio essere altrettanto chiara: non esiste alcuna ambiguità nel condannare le gravi e reiterate violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Maduro ai danni del popolo venezuelano. Questo va detto senza esitazioni. Allo stesso tempo, però, non possiamo accettare né giustificare azioni militari o ingerenze esterne condotte al di fuori del diritto internazionale.  La democrazia non si esporta con l’uso della forza, non si costruisce violando la sovranità degli Stati e non si difende calpestando le regole comuni. Il rispetto del diritto internazionale, dell’autodeterminazione dei popoli e del multilateralismo – principi da sempre cari a San Marino – deve restare inderogabile, anche quando è scomodo.

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