Repubblica Futura interviene con una nota dai toni critici nei confronti della maggioranza di governo, prendendo spunto dal recente comunicato congiunto che ha fatto seguito all’intervista del coordinatore Marco Podeschi. Secondo RF, quell’intervento avrebbe avuto l’effetto di “riaccendere la scintilla della coesione nella maggioranza”, ma solo per “esorcizzare un pericolo che non esiste, quello rappresentato da Repubblica Futura”.
Nel comunicato si sottolinea come, a giudizio del movimento, le difficoltà della coalizione non derivino da fattori esterni ma da dinamiche interne: “Dal nostro punto di vista, solo le baruffe all’interno di governo e maggioranza determineranno la fine della alleanza che sta gestendo – male – il Paese.” RF ricorda inoltre che meno di un mese fa erano stati gli stessi esponenti della maggioranza a chiedere una verifica di governo, aprendo una questione morale legata non al passato ma “all’attuale gestione politica della Repubblica”, con richieste di dimissioni di alcuni Segretari di Stato.
Sul tema delle responsabilità pregresse, Repubblica Futura afferma di accogliere l’invito del PDCS a concentrarsi sui fatti, limitando l’analisi ai due anni e mezzo dell’attuale governo. In questo contesto precisa che “la gestione del bilancio dello Stato e del settore bancario-finanziario è stata, dal 2006 al 2019, nelle mani di PSD, PDCS, PSD, SSD (che ora, sotto la sigla di Libera, fa parte dell’attuale maggioranza)”, respingendo quindi gli addebiti che le vengono attribuiti.
Per quanto riguarda il piano giudiziario, la posizione è netta: “nessun esponente di Repubblica Futura è stato rinviato a giudizio, né la commissione d’inchiesta su banca CIS ci ha addebitato alcunché.” Viene inoltre ricordato come alcuni esponenti del movimento siano stati coinvolti in indagini penali “silenti”, poi archiviate “per inconsistenza degli addebiti”, una circostanza che, secondo RF, sarebbe all’origine del fastidio mostrato dagli attuali vertici di governo.
Nel testo si fa riferimento anche al tema delle comunicazioni telefoniche, rilevando che nel comunicato della maggioranza non vi sarebbe traccia delle comunicazioni intercorse fra il Direttore Generale di Banca CIS e l’attuale Segretario di Stato per le Finanze. Viene inoltre richiamato il ruolo ricoperto in passato dall’attuale capo del governo, che avrebbe fatto parte dell’ultimo esecutivo responsabile del rilascio di licenze bancarie nei primi anni Duemila, vicende che, secondo RF, sarebbero state “alla base degli sconquassi bancari degli anni seguenti”.
La strategia attribuita alla maggioranza viene definita “semplice e ripetitiva”: “alzare una cortina fumogena per nascondere una gestione fuori controllo del Paese, serrare i ranghi in maggioranza per garantire una poltrona di governo nel 2027, data delle probabili elezioni anticipate.”
Il comunicato entra poi nel merito di alcune scelte settoriali. In ambito sanitario, RF segnala che “sulla Sanità si è abbattuta la scure del -10% sulle retribuzioni dei consulenti medici; la cucina dell’ospedale si chiude e la notte il pediatra interviene dopo che guardia medica o pronto soccorso decidono il da farsi.” Una situazione che viene accompagnata da una domanda retorica: “È la nuova politica per debellare il calo demografico?”
Critiche analoghe vengono rivolte alla Segreteria di Stato per le Finanze, descritta come isolata “fra aumenti di tasse, tagli lineari, consulenze sempre più alte”, con riferimento anche a “investimenti milionari in campi fotovoltaici nella nebbia della Pianura Padana, tema sul quale arrivano informazioni sempre più preoccupanti.”
Più in generale, Repubblica Futura sostiene che, senza ricorrere a “catastrofismi”, la situazione del Paese sarebbe evidente. Si cita, in tono ironico, il riconoscimento per la gestione di “una nevicata di 30 cm e un po’ di ghiaccio”, mentre resterebbero irrisolte altre vicende: “Nessuna novità sul fronte della vicenda del pedofilo dalla scorsa estate” e, sul piano degli investimenti, “siamo ancora a leccarci le ferite dopo lo spagnolo Banuelos, aspettiamo di capire quando si alzerà la bandiera colombiana all’ex Symbol e siamo fermi ai quattrini stanziati per allungare la ferrovia di 100 metri.”
Viene infine richiamata la questione della BSM, definita “top secret” per quanto riguarda la vendita o non vendita e la relativa indagine giudiziaria, descritta come “una vicenda tutta democristiana” su cui, secondo RF, “deve regnare un silenzio imposto con qualche minaccia di troppo.”
Nel passaggio conclusivo, Repubblica Futura afferma che “il Paese meriti altro”, indicando come obiettivi “progetti seri, dialogo fra attori politici e stakeholder” e la costruzione di “un progetto innovativo e originale per il futuro della nostra Repubblica”. Il movimento prende le distanze da una maggioranza descritta come fortemente centralizzata, in cui “tutto passa attraverso il capo, uno Zeus nostrano, garante della giustizia, dell’ordine sociale ed economico e che, fra telefonate, WhatsApp, urli e saette, gestisce il governo, i partiti, il Paese e vorrebbe anche decidere cosa può fare Repubblica Futura.”
È in questo contesto che viene collocato l’episodio più recente, richiamato nel titolo della nota: “un membro di governo che via WhatsApp ha pesantemente apostrofato un consigliere donna di Repubblica Futura con epiteti poco consoni rispetto al ruolo ricoperto e a quello del destinatario degli strali.” Un episodio che, secondo RF, rappresenta “anche questa” la politica espressa oggi dalla maggioranza. “Purtroppo.”



