È stato depositato in data odierna il progetto di legge dedicato alla disciplina dell’istruzione parentale, un tema che nelle ultime settimane è tornato al centro dell’attenzione pubblica anche a seguito di recenti fatti di cronaca. Il dibattito si è riacceso intorno al tema dell’assolvimento dell’obbligo scolastico al di fuori del circuito della scuola, in un contesto normativo che, nella Repubblica di San Marino, risulta attualmente privo di una regolamentazione organica.
Come viene spiegato nel comunicato, “i recenti fatti di cronaca hanno portato alla ribalta il problema dell’assolvimento dell’obbligo scolastico al di fuori del circuito della scuola”, evidenziando un vuoto normativo che affonda le sue radici nel passato. “A San Marino la materia non è regolamentata, ad eccezione di un semplice richiamo fatto da un articolo di legge del 1914 che permette anche di assolvere l’obbligo d’istruzione per mezzo di scuole private o attraverso l’insegnamento della famiglia”.
Il riferimento è anche al noto caso della famiglia che vive nel bosco, episodio che “ha aperto un dibattito importante sulle misure in cui lo Stato debba intervenire in tema di istruzione ed educazione dei figli e fino a che punto ciò possa essere considerato un ‘affare privato’ e quando invece vadano attivate misure di protezione nei confronti dei minori”. Un confronto che chiama in causa il delicato equilibrio tra autonomia delle famiglie e responsabilità pubblica.
Nel testo si sottolinea come “è in aumento il numero dei genitori che decidono di non mandare i figli a scuola” e come a questi venga implicitamente attribuito “un livello complessivo di competenze, sul piano didattico e relazionale, maggiore rispetto a quello dei docenti”. Una scelta che comporta conseguenze rilevanti anche in termini di impegno: “va in primo luogo considerato il carico di lavoro che i genitori, o soggetti terzi delegati, devono sobbarcarsi in seguito a questa opzione, soprattutto per chi provvede in prima persona all’istruzione dei figli”.
Proprio alla luce della rilevanza pubblica dell’istruzione e dell’educazione, il progetto di legge intende definire un quadro più chiaro e strutturato. “In considerazione della valenza d’interesse pubblico che rivestono l’istruzione e l’educazione, l’obiettivo che si pone questo progetto di Legge è quello di continuare a garantire la libertà di scelta educativa alle famiglie”, assicurando però che tale libertà sia accompagnata da strumenti di verifica e controllo. Il testo prevede infatti “il rispetto degli obiettivi minimi del programma statale, attraverso verifiche annuali e la dichiarazione delle capacità tecniche/economiche dei genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale e quelle tecnico/organizzative dei terzi delegati”.
L’impianto della proposta mira quindi a definire “rigorose procedure e controlli, tutelando in questo modo il diritto allo studio e lo sviluppo integrale del minore”, chiarendo che “l’istruzione parentale non sia un modo per sottrarsi all’obbligo educativo, ma un percorso alternativo valido che rispetti i ritmi individuali dei figli e ne promuova autonomia, creatività e socializzazione”.
La riflessione conclusiva richiama il ruolo dello Stato in una società in trasformazione. “Istruire i figli oggi significa bilanciare i valor tradizionali con le sfide moderne, ma con la consapevolezza che con l’istruzione si consegnano ai figli le chiavi del loro, ma anche del nostro futuro”. In questo quadro, viene ribadito che “lo Stato non può essere relegato a semplice spettatore, ma deve diventare il garante della nostra risorsa più preziosa”.




