Quindici giorni ai Caraibi trasformati in un incubo sanitario e giudiziario. Una coppia di pensionati della provincia di Rimini aveva portato in tribunale l’agenzia con cui aveva prenotato una vacanza a Cuba, chiedendo oltre 550mila euro di risarcimento dopo la grave malattia contratta dall’uomo al rientro in Italia.
Secondo il racconto dei coniugi, la struttura turistica in cui avevano soggiornato presentava diversi problemi: odori sgradevoli, infiltrazioni e aria condizionata malfunzionante. Durante il viaggio avevano ottenuto anche un cambio di camera, ma la situazione sarebbe precipitata una volta tornati a casa.
Pochi giorni dopo il rientro, il pensionato era stato ricoverato in ospedale con una seria insufficienza respiratoria. Gli esami avevano poi confermato la presenza della legionella. Negli anni successivi la coppia aveva quindi avviato una causa civile sostenendo che il contagio fosse legato proprio alle condizioni dell’hotel cubano.
Il Tribunale di Rimini, però, ha respinto completamente la richiesta. Nella sentenza il giudice spiega che non esistono elementi sufficienti per dimostrare con certezza che l’infezione sia stata contratta durante il soggiorno ai Caraibi. Decisivo anche il fatto che i sintomi più gravi siano comparsi soltanto dopo il ritorno in Italia.
Per il tribunale, inoltre, il viaggio non sarebbe stato compromesso in modo significativo e non ci sarebbero responsabilità dirette da parte dell’agenzia turistica.
Alla fine, oltre alla causa persa, è arrivata anche la stangata economica: la coppia dovrà infatti pagare circa 30mila euro di spese legali tra compensi e accessori di legge.





