La Russia ha deciso di proclamare una breve tregua in occasione della Pasqua ortodossa, prevedendo la sospensione delle operazioni militari dalle 16:00 dell’11 aprile fino alla notte del 12. L’annuncio è arrivato dal Cremlino, che ha ordinato lo stop ai combattimenti su tutti i fronti, pur mantenendo le truppe in stato di allerta in caso di attacchi.
Mosca ha anche espresso l’auspicio che l’Ucraina segua lo stesso comportamento, aprendo così a una pausa temporanea delle ostilità. Nei giorni precedenti, il presidente Volodymyr Zelensky aveva già avanzato una proposta simile, legando però la tregua alla cessazione degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine.
Non è la prima volta che si tenta una pausa durante le festività: negli ultimi due anni accordi analoghi sono stati raggiunti, ma entrambe le parti si sono accusate di non averli rispettati. Anche per questo, resta forte lo scetticismo sull’effettiva tenuta del nuovo cessate il fuoco.
Nel frattempo, il conflitto continua a intensificarsi. La Russia ha aumentato i bombardamenti, soprattutto con droni e missili contro la rete energetica ucraina, mentre Kyiv ha risposto colpendo snodi strategici del petrolio russo, riducendo significativamente la capacità di esportazione via mare.
La tregua pasquale, dunque, si inserisce in un contesto ancora altamente instabile, dove ogni pausa rischia di essere solo temporanea.




