Donald Trump si prepara a tornare in Cina dal 13 al 15 maggio per incontrare Xi Jinping in una fase estremamente delicata dei rapporti tra Washington e Pechino. Rispetto alla visita del 2017, il contesto è completamente cambiato: oggi il presidente americano arriva con il peso della crisi iraniana, della guerra commerciale ancora aperta e di un consenso interno in difficoltà.
Sul tavolo ci sarà innanzitutto il nodo dell’Iran. Il conflitto in Medio Oriente, le tensioni nello Stretto di Hormuz e il rialzo del petrolio stanno creando problemi sia agli Stati Uniti sia alla Cina. Per Trump il caro carburante rischia di trasformarsi in un danno politico interno, mentre Pechino teme ripercussioni sulle proprie forniture energetiche.
L’obiettivo americano sarà convincere Xi a esercitare pressione su Teheran per favorire una stabilizzazione. La Cina, però, non sembra intenzionata a diventare il mediatore gratuito degli Stati Uniti. Pechino punta alla stabilità regionale, ma vuole anche evitare che Washington possa presentare un eventuale accordo come un successo politico personale di Trump.
Al centro del confronto restano poi i dazi commerciali e la competizione economica. La tregua tra le due superpotenze ha rallentato lo scontro, ma le tensioni sono ancora fortissime. Gli Stati Uniti continuano a voler limitare la crescita tecnologica cinese, mentre Pechino risponde con restrizioni su terre rare, minerali strategici e tecnologie fondamentali per industria e difesa.
Uno dei dossier più delicati riguarda proprio le terre rare e i semiconduttori. La Cina mantiene una posizione dominante nella lavorazione dei materiali indispensabili per elettronica, intelligenza artificiale e settore militare. Trump proverà a ottenere aperture, mentre Xi considera queste risorse una leva strategica contro la pressione americana.
Sul fondo resta anche la questione di Taiwan, il tema più esplosivo nei rapporti tra le due potenze. Pechino vuole ridurre il sostegno statunitense all’isola, mentre Taipei teme che Trump possa usare il dossier come carta negoziale all’interno di accordi più ampi con la Cina.
Dietro i sorrisi diplomatici e i grandi incontri ufficiali, il vertice tra Trump e Xi rappresenta quindi un passaggio cruciale per gli equilibri mondiali: petrolio, commercio, tecnologia e sicurezza internazionale si intrecciano in una trattativa che potrebbe avere conseguenze globali.





