Medio Oriente, tensione altissima tra Usa e Iran: tregua sempre più fragile

da | 12 Mag 2026

Il clima tra Stati Uniti e Iran resta tesissimo e il fragile cessate il fuoco in Medio Oriente continua a vacillare. Donald Trump ha definito la tregua “debolissima”, sostenendo che avrebbe pochissime possibilità di reggere dopo la risposta inviata da Teheran alla proposta americana per fermare il conflitto.

Il presidente statunitense ha bocciato duramente il piano iraniano, giudicandolo “inaccettabile”, ma allo stesso tempo non ha escluso una soluzione diplomatica. Secondo Trump, infatti, un accordo resta ancora possibile, anche se ha attaccato la leadership della Repubblica islamica definendola “indegna”.

Anche da Teheran arrivano segnali contrastanti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha spiegato che l’Iran è disposto a proseguire i negoziati, ma soltanto da una posizione di “dignità e rispetto”. La Repubblica islamica continua però a considerare eccessive le richieste avanzate dagli Stati Uniti.

Nel documento inviato a Washington, l’Iran avrebbe chiesto la fine delle sanzioni, garanzie contro nuovi attacchi, il riconoscimento della propria sovranità sullo Stretto di Hormuz e risarcimenti legati alla guerra. Sul tema nucleare, invece, Teheran preferirebbe affrontare la discussione in una fase successiva dei colloqui.

Nel frattempo la situazione sul terreno resta estremamente delicata. A Hormuz il traffico navale continua lentamente, mentre Israele monitora con attenzione gli sviluppi e il governo di Benjamin Netanyahu ha convocato nuove riunioni sulla sicurezza.

Secondo fonti internazionali, una svolta potrebbe arrivare solo dopo il viaggio di Trump in Cina previsto nei prossimi giorni. Il confronto con il presidente cinese Xi Jinping viene considerato decisivo anche per gli equilibri della crisi mediorientale. Pechino, infatti, sta cercando di ritagliarsi un ruolo diplomatico sempre più importante, proponendo un piano basato su stabilità regionale, rispetto della sovranità nazionale e dialogo internazionale.

La sensazione, al momento, è quella di una calma molto fragile, con la diplomazia ancora aperta ma appesa a un filo.

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