In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia del 12 maggio, l’Associazione FSM “La Fibromialgia a San Marino” interviene sul percorso istituzionale avviato per il riconoscimento della patologia come malattia cronica e invalidante nella Repubblica di San Marino.
Nel comunicato diffuso dall’associazione si evidenzia come il proprio progetto di legge sia stato inserito nel calendario del Consiglio Grande e Generale, chiamato ad affrontare il tema normativo relativo alla fibromialgia.
“Con il 12 Maggio, Giornata Mondiale della Fibromialgia, l’associazione ‘La Fibromialgia a San Marino’ esprime grande soddisfazione nel vedere il proprio Progetto di Legge per il riconoscimento della patologia come cronica e invalidante inserito nel calendario del Consiglio Grande e Generale, che si appresta finalmente ad affrontare e colmare i vuoti normativi che ancora oggi interessano circa 1.200 persone affette da fibromialgia sul territorio”, si legge nella nota.
L’associazione sottolinea che la ricorrenza di quest’anno assume un significato diverso rispetto al passato: “Quest’anno, quindi, la ricorrenza non sarà soltanto un momento simbolico di sensibilizzazione, ma rappresenterà anche un concreto impegno istituzionale e una reale svolta per il riconoscimento della patologia”.
Nel comunicato interviene anche la presidente Martina Bianchi, che parla del lavoro svolto negli ultimi anni per portare il tema all’attenzione politica: “Finalmente tutti i nostri sforzi, così come le continue sollecitazioni rivolte al mondo politico, chiamato a legiferare in materia di fibromialgia, trovano quella che riteniamo essere la naturale e logica evoluzione di questo percorso”.
La presidente aggiunge inoltre che l’associazione ha già avviato un confronto con le forze politiche presenti in Consiglio: “Abbiamo già contattato tutti i gruppi consiliari per avviare un confronto costruttivo, con l’obiettivo di contribuire alla stesura del miglior testo legislativo possibile. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare la Reggenza per la sensibilità dimostrata”.
Secondo quanto riportato dall’associazione, il riconoscimento normativo della fibromialgia rappresenterebbe “un passo concreto verso un futuro migliore per tutte le persone affette da fibromialgia, che potranno contare su maggiori tutele e su un supporto normativo più adeguato, sia nel mondo del lavoro sia nella vita quotidiana”.





