La IV Commissione consiliare ha esaminato giovedì 7 maggio, in due sedute back to back dalle 15 alle 23.30, il cuore del progetto di legge che modifica la 129/2022 sulla famiglia. Approvati articoli importanti su caregiver, ferie solidali, part-time genitori, lavoratrici madri, asili nido, refezione scolastica, indennità di malattia, incentivi pensionistici alle lavoratrici madri. Tutele in arrivo per le famiglie sammarinesi. Resta una domanda di fondo sulla quale, prima o poi, la politica dovrà decidersi a rispondere.
Sono state quasi undici ore di lavori, dalle tre del pomeriggio fino a poco prima della mezzanotte, con una pausa cena nel mezzo. La IV Commissione consiliare permanente, quella che si occupa di Sanità, Politiche Sociali, Sport, Territorio e Agricoltura, ha portato a casa il grosso del progetto di legge che modifica la 129 del 2022, la legge sulla famiglia. Un provvedimento da ventotto articoli, presentato dal Segretario di Stato Stefano Canti, che la Repubblica si è data per rispondere a un dato che non si può più ignorare: dai 296 nati del 2004 ai 144 del 2024, con un tasso di fecondità di 0,824 lontanissimo dal 2,1 necessario al ricambio generazionale.
Il lavoro fatto in Commissione è stato denso, e nella maggior parte dei passaggi si è registrata una convergenza sostanziale tra maggioranza e opposizione. Questo è un dato che vale la pena sottolineare, perché negli ultimi mesi non era così scontato.
Il caregiver familiare, una novità attesa
Il punto più importante è probabilmente l’introduzione formale della figura del caregiver familiare, oggetto di un confronto durato l’intera mattinata e ripreso nel pomeriggio sull’articolo 12. La norma definisce quattro livelli di assistenza in base alle ore dedicate, prevede sussidi economici, contributi figurativi, aspettative lavorative e percorsi di formazione tramite l’ISS. La certificazione dei familiari non autosufficienti è affidata alla CASI, la Commissione per gli Accertamenti Sanitari Individuali. Il Segretario Canti ha definito “l’autodeterminazione dell’assistito” come principio centrale dell’impianto.
L’opposizione ha chiesto maggiore elasticità nei criteri di accesso, soprattutto sulle percentuali di invalidità. Gaetano Troina di Domani-Motus Liberi ha sostenuto che anche situazioni inferiori al cento per cento di invalidità possano richiedere assistenza continuativa, e che il riconoscimento del caregiver dovrebbe coprirle. Canti ha tenuto la formulazione governativa giudicandola più equilibrata. L’articolo è passato con dieci favorevoli e quattro astensioni.
Il sindacato USL ha commentato in serata: “il riconoscimento del caregiver sembra far venire avanti una sensibilità nuova”, evidenziando come l’introduzione strutturale di questa figura risponda a istanze di lungo periodo del sindacato.
Le ferie solidali e il part-time per i genitori
Sull’articolo 13 dedicato alle ferie solidali, il Governo ha aperto la donazione delle ferie non utilizzate anche ai lavoratori frontalieri, eliminando il vincolo della residenza sammarinese. Una modifica significativa che amplia il bacino di chi può beneficiare e di chi può donare. Il dibattito si è concentrato sul mantenimento dell’aggettivo “gravissima” nel riferimento alle patologie: l’opposizione (Santi e Farinelli) avrebbe voluto rimuoverlo per ampliare la fattispecie, il Governo ha scelto di mantenere la formulazione del 2022 perché in questi anni non sono emerse criticità interpretative.
L’articolo 14 estende a quattro anni di vita del bambino la possibilità per i genitori di richiedere il lavoro part-time, e soprattutto sostituisce la parola “alternativamente” con “contemporaneamente”. Una modifica di sostanza, perché significa che entrambi i genitori potranno usufruirne nello stesso momento per favorire la condivisione della genitorialità. Repubblica Futura ha proposto di estendere il diritto fino all’età scolare, il Governo ha tenuto i quattro anni richiamando le perplessità del mondo produttivo (in particolare di ANIS) sull’impatto organizzativo per le aziende.
Sull’articolo 15, dopo una lunga sospensione dei lavori, il Governo ha mantenuto la nullità del licenziamento e del mancato rinnovo dei contratti a termine per le lavoratrici in stato di gravidanza, ritirando un passaggio sul mancato superamento del periodo di prova che aveva creato problemi tecnici. Un compromesso che il Segretario Canti ha rinviato al prossimo rinnovo della contrattazione collettiva.
Sull’articolo 16, dedicato al lavoro agile per genitori, affidatari e persone con familiari disabili, dopo una sospensione tecnica governo e gruppi consiliari hanno trovato una formulazione condivisa. L’articolo è passato all’unanimità.
Asili nido, refezione, bonus bebè
L’articolo 23 bis introduce un sistema di riduzioni sulle rette degli asili nido e della refezione scolastica. Le agevolazioni sono parametrate al reddito imponibile pro capite e al numero dei figli, con scaglioni che vanno dal 50% di sconto per chi ha un figlio e reddito sotto i novemila euro fino al 100% di esenzione per famiglie con tre o più figli e reddito sotto i cinquemila. La novità più significativa è l’estensione della riduzione al figlio unico, fino a oggi esclusa.
Il bonus bebè (articolo 22) prevede mille euro una tantum per ogni nato o adottato dal 2026, con limiti di reddito. Repubblica Futura ha proposto la fornitura gratuita di pannolini e latte tramite l’ISS parametrata all’ICEE, Domani-Motus Liberi ha proposto importi più elevati su SMaC Card per favorire la spesa interna. Entrambe le proposte respinte, con il Governo che ha richiamato i limiti delle disponibilità di bilancio.
Sull’articolo 23 (bonus per donne sole in gravidanza e nuclei monogenitoriali, fissato a cinquanta euro mensili) il Segretario Canti ha accolto l’osservazione di Casali sull’uniformità dei criteri di esclusione dall’ICEE e l’osservazione di Zanotti sul termine temporale del beneficio, impegnandosi a integrare il testo. Articolo approvato.
L’unanimità sull’indennità di malattia agli autonomi
Il momento di sintesi politica più rilevante è arrivato con l’articolo 24, sull’estensione dell’indennità di malattia ai genitori con figli ricoverati o malati fino ai quattordici anni. Repubblica Futura ha proposto di estendere il diritto anche ai lavoratori autonomi, oggi sostanzialmente esclusi dal sistema di tutele alla genitorialità. Una proposta sostenuta convintamente da Santi (*un atto di giustizia sociale”), da Troina e dal Governo stesso. Il Segretario Canti ha posto una sola condizione: che gli autonomi siano in regola con i versamenti contributivi. Una clausola accolta dall’opposizione, e dopo una breve sospensione il testo è stato riscritto in versione condivisa. RF ha ritirato il proprio emendamento, e l’articolo è passato all’unanimità.
È un risultato che merita di essere sottolineato. I lavoratori autonomi, in San Marino come altrove, restano spesso ai margini delle tutele alla genitorialità: questa estensione, pur con la condizione della regolarità contributiva, è un riconoscimento giuridico nuovo che colma un vuoto storico.
Pensioni delle madri e Fondiss in arrivo
Gli articoli aggiuntivi 24 bis e 24 ter introducono incentivi pensionistici per le lavoratrici con figli: riduzione dei disincentivi all’uscita anticipata e maggiorazioni degli incentivi al pensionamento ritardato, in entrambi i casi proporzionali al numero di figli (1,5 punti percentuali per chi ha un figlio, 3 punti per chi ne ha due, 4,5 per tre o più). Una misura che, formalmente, è dentro il perimetro della legge sulla famiglia, ma che sostanzialmente modifica la riforma pensionistica del 2022.
Emanuele Santi ha invitato il Governo a non perdere di vista il quadro più ampio: “sono passati già quattro anni e secondo me sarebbe opportuno che il Segretario, avendo la delega all’intero sistema pensionistico, iniziasse a monitorare seriamente l’andamento di quella riforma”. Canti ha confermato che il tavolo di monitoraggio sarà riconvocato a breve, non appena saranno disponibili i dati completi del nuovo anno solare.
Da segnalare un’anticipazione importante che il Segretario ha lasciato cadere senza enfasi: “nella prossima seduta del Congresso di Stato presenteremo una delibera per modificare il regolamento del Fondiss, così da rendere i fondi a disposizione molto più remunerativi. Vogliamo parificare le possibilità di investimento del Fondiss a quelle del primo pilastro per garantire un rendimento migliore”. La modifica arriverà in Consiglio Grande e Generale a giugno, con un comma dedicato. È un dossier che riguarda direttamente il sistema previdenziale di tutti i sammarinesi, e che merita di essere seguito.
Quello che il Governo ha respinto
Sui temi che la maggioranza ha invece scelto di non raccogliere, l’elenco resta significativo. Domani-Motus Liberi aveva proposto sgravi contributivi per i datori di lavoro che concedono il lavoro agile alle gestanti, voucher per babysitting e assistenza domiciliare parametrati all’ICEE, erogazione diretta della maternità da parte dell’ISS senza intermediazione delle aziende, permessi retribuiti di quaranta ore per l’inserimento dei figli al nido o alla scuola dell’infanzia. Tutte respinte con il rapporto fisso di 4 a 10.
Su alcune di queste proposte la motivazione del Governo è stata la sovrapposizione con misure già esistenti (le detrazioni IGR sui beni di prima necessità, la deduzione fino a 4.000 euro sulle babysitter), su altre la contrarietà espressa dal settore datoriale rispetto a permessi aggiuntivi che impatterebbero sull’organizzazione aziendale. Sono argomentazioni di merito legittime, su cui il dibattito politico continuerà a esercitarsi.
Il bilancio: provvedimento solido, ma resta la domanda vera
Mettendo in fila quello che è uscito da queste undici ore, il bilancio è positivo. Il caregiver familiare è una conquista normativa che mancava. L’estensione dell’indennità di malattia ai lavoratori autonomi, approvata all’unanimità, colma un vuoto storico. La possibilità per entrambi i genitori di accedere contemporaneamente al part-time fino ai quattro anni del bambino è un passo concreto verso la condivisione della genitorialità. Le riduzioni delle rette degli asili nido per il figlio unico ampliano il bacino delle famiglie tutelate. L’incentivo pensionistico alle madri lavoratrici riconosce il peso che la maternità ha avuto sulle carriere femminili. Sono interventi di sostanza, fatti bene, che migliorano materialmente la vita delle famiglie sammarinesi. Il sindacato USL ha già fatto sapere di apprezzare.
Eppure, in tutto questo, una domanda resta sullo sfondo, e prima o poi qualcuno dovrà affrontarla. Tutti gli interventi della legge agiscono dal lato degli incentivi: bonus, riduzioni, agevolazioni, congedi più lunghi. Misure giuste e necessarie. Ma il problema della denatalità sammarinese è davvero la mancanza di incentivi a fare figli, o è qualcos’altro?
Le coppie giovani che oggi rinunciano a un figlio raramente lo fanno perché manca un bonus da mille euro. Lo fanno perché il prezzo delle case in Repubblica è cresciuto a un ritmo che non ha più alcun rapporto con gli stipendi medi sammarinesi (i dati Wikicasa di queste settimane parlano di un più 23 per cento). Lo fanno perché trovare un appartamento decente sul Titano è diventato un’impresa, perché l’offerta abitativa non riesce a stare dietro alla domanda, perché chi vuole comprare casa scopre presto che le mensilità di un mutuo da venticinque o trent’anni sono difficili da reggere su uno stipendio medio. Lo fanno perché il costo della vita continua a salire mentre i salari restano fermi. Lo fanno perché trovare un asilo nido, quando i bambini arrivano, non è sempre semplice. Lo fanno perché in tante famiglie giovani, oggi, la vera domanda non è se conviene fare un figlio. È se ci si arriva, a fine mese.
Mille euro una tantum non spostano questo equilibrio. La detrazione IGR sui pannolini neanche. Il caregiver familiare aiuta chi ha già una famiglia, non chi sta valutando se costruirla. È un peccato che il dibattito di queste undici ore, per quanto serio sui contenuti, non abbia toccato il nervo scoperto. Perché finché la qualità e la sostenibilità della vita in Repubblica non torneranno al centro dell’agenda politica (gli affitti, i mutui, gli stipendi, l’offerta abitativa, il rapporto tra costo della vita e potere d’acquisto), gli incentivi resteranno cerotti generosi su una ferita che si allarga altrove. Sono passi nella direzione giusta. Ma sono mezzo passo. E il declino demografico del Paese non aspetta i mezzi passi.





