L’Europa potrebbe trovarsi presto a corto di carburante per aerei. A lanciare l’allarme è Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia, secondo cui le scorte disponibili basterebbero per circa sei settimane.
Il nodo centrale resta la crisi nello Stretto di Hormuz, che rischia di avere ripercussioni globali su crescita economica e inflazione. Più il conflitto si prolunga, più l’impatto sarà pesante, ha avvertito Birol, parlando di una situazione ormai entrata in una fase estremamente critica.
Le conseguenze si vedono già nel settore aereo. La compagnia EasyJet ha registrato 25 milioni di sterline di costi extra per il carburante solo a marzo, mentre le prenotazioni per la seconda parte dell’anno risultano in calo del 2% rispetto al 2025.
Anche gli aeroporti europei iniziano a preoccuparsi. L’associazione ACI Europe segnala possibili disagi per la stagione estiva, con effetti economici rilevanti soprattutto per i Paesi a forte vocazione turistica, come l’Italia.
Il trasporto aereo, che vale oltre 850 miliardi di euro di PIL e milioni di posti di lavoro, rischia così di entrare in una fase di forte instabilità, proprio alla vigilia del periodo più intenso dell’anno.




