Allarme nel settore del trasporto aereo europeo. Gli aeroporti dell’Unione Europea potrebbero trovarsi a breve di fronte a una carenza di carburante, con possibili ripercussioni su voli e turismo.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’associazione di categoria Aci Europe, che rappresenta gli aeroporti dell’Ue, ha lanciato un avvertimento diretto alla Commissione europea. In una lettera inviata al commissario ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, si evidenziano “crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché alla necessità di un monitoraggio e di un intervento proattivo da parte dell’Ue”.
Il nodo centrale riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico energetico globale. “Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue” – si legge nella comunicazione.
Le scorte risultano già in calo e, come sottolineato, “l’impatto delle attività militari” sta aggravando ulteriormente la situazione, mettendo sotto pressione l’intera catena di approvvigionamento.
La preoccupazione cresce anche in vista dell’alta stagione. Il documento richiama infatti il periodo estivo, “quando il trasporto aereo alimenta l’intero ecosistema turistico su cui fanno affidamento molte economie (dell’Ue)”, evidenziando il rischio di effetti a catena sul comparto.
Al momento in Europa non si registrano carenze diffuse, ma i segnali sono chiari: i prezzi del carburante sono già raddoppiati e diverse compagnie aeree hanno iniziato a valutare possibili cancellazioni. In altri contesti internazionali, come in alcuni Paesi asiatici tra cui il Vietnam, sono già scattate misure di razionamento.




