Scalano l’Empire State Building senza corde: proposta di matrimonio, arresto e un messaggio che il mondo finge di non sentire

da | 3 Lug 2026

Una coppia russa di “rooftopper” ha raggiunto la cima dell’antenna del grattacielo simbolo di New York, a 443 metri, srotolando uno striscione sulla pace prima dell’anello di fidanzamento e delle manette. Una scena da film. Ma è il contenuto di quello striscione a meritare più attenzione di quanta ne abbia ricevuta.

Mercoledì 1° luglio, primo pomeriggio, Midtown Manhattan. Due figure vestite di nero, volto coperto, compaiono in cima all’antenna dell’Empire State Building, a 443 metri dal suolo, senza corde né imbracature. Srotolano uno striscione: “Quando il potere dell’amore batte l’amore per il potere, il mondo conosce la pace”. Poi, su una piattaforma poco più in basso, lui si inginocchia e le chiede di sposarla. Lei dice sì. Si abbracciano, si baciano, il tutto ripreso dagli elicotteri delle televisioni. Quando toccano terra, ad aspettarli c’è la polizia di New York.

Non sono due sconosciuti. Angela Nikolau, 33 anni, e Ivan Kuznetsov, 32, in arte Beerkus, sono tra i nomi più celebri del rooftopping mondiale, la pratica di scalare illegalmente grattacieli, gru e antenne senza protezioni. Netflix ha dedicato loro un documentario, “Skywalkers: A Love Story”. Secondo le prime ricostruzioni sarebbero entrati da una botola di manutenzione al 103° piano, eludendo sistemi di sicurezza rafforzati proprio per impedire accessi di questo tipo. Ora rispondono di una lunga lista di accuse: violazione di domicilio, possesso di arnesi da scasso, danneggiamento, condotta pericolosa. Nessuno, va detto, è rimasto ferito, e la direzione dell’edificio ha confermato che non c’è mai stato pericolo per visitatori e dipendenti.

Una scena che sembra scritta per il cinema

C’è qualcosa di potentemente visivo, quasi da film distopico, in questa vicenda. Due figure mascherate, arrampicate sul monumento per eccellenza del potere economico americano, che consegnano al mondo un messaggio di pace mentre gli elicotteri girano loro intorno. Se lo vedessimo in una serie tv, lo troveremmo fin troppo simbolico: i potenti nei palazzi a discutere di guerre, e due fuorilegge sospesi nel vuoto a ricordare la cosa più semplice di tutte. Invece è accaduto davvero, e per una decina di minuti la città più fotografata del pianeta ha guardato in alto.

La frase sullo striscione non è loro: è attribuita a Jimi Hendrix, e ha più di mezzo secolo. Ed è proprio questa la parte che fa più male: sono passati oltre cinquant’anni e quel messaggio è ancora lì, inascoltato, al punto che per farlo tornare visibile qualcuno ha dovuto violare la legge e rischiare la vita a 443 metri d’altezza.

Il mondo che quel messaggio lo ignora

Perché guardiamo il contesto in cui questa scena è andata in onda. Siamo nel luglio 2026 e, mentre mezzo pianeta è distratto dal Mondiale, le bombe continuano a cadere. L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, annunciato con grande clamore, non è mai stato firmato. Il Libano è sotto raid che non si sono mai fermati, con un prezzo umanitario spaventoso per i civili. Gaza continua a essere colpita. L’Ucraina è al quinto anno di guerra. E poi ci sono i conflitti di cui non parliamo nemmeno più: il Sudan, dove si consuma la più grave crisi umanitaria del pianeta tra carestia e massacri; l’est del Congo, dove si muore per il controllo dei minerali che fanno funzionare i nostri telefoni; la Nigeria, dove interi villaggi vengono sterminati nell’indifferenza generale; Haiti, in mano alle gang; il Venezuela, destabilizzato da un intervento militare esterno che l’ONU ha condannato come violazione del diritto internazionale. E mentre i civili muoiono, in mezzo mondo i bilanci militari toccano cifre record, mentre ai cittadini si spiega che per la sanità, la scuola e i salari le risorse non ci sono.

In questo scenario, “l’amore per il potere” non è una metafora da canzone: è la logica che governa le relazioni internazionali, le economie, spesso anche le politiche interne. Il potere dell’amore, inteso non come sentimentalismo ma come capacità di mettere le persone davanti agli interessi, resta relegato agli striscioni. E forse il vero paradosso di questa storia non è che due persone si siano arrampicate illegalmente su un grattacielo per esporlo: è che nel 2026 serva ancora arrampicarsi su un grattacielo perché qualcuno ci presti attenzione.

Quel messaggio non riguarda solo gli Stati Uniti. Riguarda ogni tavolo negoziale dove si tratta sulla pelle dei civili, ogni governo che investe in armi ciò che toglie al welfare, ogni conflitto congelato che aspetta solo una scintilla. Riguarda, in fondo, anche noi: perché la pace non è un’utopia da romantici sospesi nel vuoto, è una scelta politica concreta che il mondo, semplicemente, continua a non fare.

Due persone rischiano di andare a processo per aver detto questa cosa da 443 metri d’altezza. I responsabili delle guerre, nel frattempo, restano comodamente seduti molto più in basso.

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