Parte nella Repubblica di San Marino il nuovo servizio di medicina proattiva domiciliare rivolto ai pazienti più fragili. Il progetto è stato presentato in conferenza stampa dalla Segreteria di Stato per la Sanità e dall’Istituto per la Sicurezza Sociale.
All’incontro hanno partecipato il Segretario di Stato per la Sanità Marco Gatti, il direttore generale dell’ISS Claudio Vagnini, il direttore amministrativo Manuel Canti, il direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Alessandro Bertolini e il direttore della UOC Cure Primarie Pierluigi Arcangeli.
Il progetto introduce un modello assistenziale che prevede visite domiciliari programmate da parte dei medici di medicina generale ai pazienti allettati o con ridotta mobilità, senza attendere la richiesta diretta dell’assistito.
“Il cuore del progetto è un cambio di approccio rispetto alla medicina tradizionale: non si aspetta che il paziente chiami, ma è il sistema sanitario ad andare verso di lui”, viene spiegato nel comunicato.
Le visite saranno effettuate con cadenza settimanale o quindicinale in base alle condizioni cliniche del paziente. Durante gli accessi domiciliari verranno controllati i parametri vitali, monitorato lo stato di salute ed eventualmente somministrate le terapie necessarie, con la possibilità di coinvolgere anche personale infermieristico.
“Parliamo di medicina proattiva, di precisione e personalizzata – spiega il dottor Arcangeli –. “Proattiva perché interviene prima che la situazione clinica si aggravi, anticipando i bisogni piuttosto che rincorrerli. Di precisione perché ogni visita è calibrata sullo stato reale del paziente, sui suoi parametri, sulla sua storia clinica. Personalizzata perché tiene conto delle specificità di ogni individuo, della sua rete familiare e del suo contesto di vita”.
Secondo Arcangeli, il nuovo approccio “consente di intercettare precocemente segnali di deterioramento, ridurre le ospedalizzazioni evitabili e migliorare concretamente la qualità della vita delle persone più vulnerabili”.
Il servizio è già operativo da alcune settimane e coinvolge tutte le 19 condotte mediche del territorio sammarinese.
“Questo progetto rappresenta un passo concreto verso una sanità che non si limita a rispondere, ma che si fa carica in modo attivo della salute dei propri cittadini”, dichiara il Segretario di Stato Marco Gatti. “Ci rivolgiamo alle persone più fragili, a chi spesso ha più difficoltà ad accedere ai servizi, e lo facciamo portando le cure direttamente a casa loro”.
Per il direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Alessandro Bertolini, il nuovo modello rafforza il ruolo del medico di famiglia. “Il medico di famiglia non è più solo il primo punto di contatto in caso di necessità, ma diventa un riferimento attivo e costante per i pazienti più vulnerabili”, sottolinea Bertolini. “Questo rafforza la continuità delle cure, migliora la gestione delle cronicità e consente al sistema di allocare le risorse in modo più efficiente”.





