Steven Raul James, 27 anni, sammarinese, condannato a quattro anni e quattro mesi per violenza sessuale aggravata su quattro bambini di dieci e undici anni, è arrivato al carcere dei Cappuccini. Resterà lì fino al 22 dicembre 2029. Ma sul Titano non si parla d’altro, e le domande che la gente si fa sono molto più scomode di quanto le istituzioni vorrebbero.
L’arrivo ai Cappuccini chiude formalmente una vicenda che è iniziata nell’estate del 2021, quando Steven Raul James faceva l’animatore in un Football Camp a Carpegna e ha abusato di quattro bambini di dieci e undici anni. Lo hanno condannato in Italia con sentenza diventata definitiva nell’aprile 2025. Lo hanno arrestato il 23 agosto 2025 a Riccione, dove stava guardando una partita di calcio giovanile: la Squadra Mobile di Rimini lo aveva tracciato dai contenuti che pubblicava sui social. Adesso sconterà a San Marino il residuo della pena, senza riduzioni e senza conversioni, con tutte le pene accessorie attive: divieto a vita di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori, divieto di svolgere lavori a contatto con bambini, obbligo di segnalare alla polizia ogni spostamento per un anno dopo aver scontato la pena.
Eppure il Paese non riesce a voltare pagina. E ha ottime ragioni per non farlo.
Quattro anni in libertà mentre l’Italia lo processava
La cosa che a San Marino fa più male è una sola, ed è semplice da spiegare. Dal 2021 al 2025, mentre l’Italia lo processava per pedofilia grado dopo grado, Steven Raul James ha continuato a fare l’allenatore di bambini, a partecipare a campus, ad avere accesso a strutture pubbliche per l’infanzia. Si era anche preso il diploma UEFA C per allenare i ragazzini, rilasciato dai corsi della Federcalcio sammarinese. Per arrivare lì aveva firmato un’autocertificazione in cui dichiarava di non avere pendenze penali. Una firma su un foglio, e nessuno è andato a controllare.
I genitori sammarinesi che in questi quattro anni hanno mandato i figli ai centri estivi, alle scuole calcio, alle attività sportive, non sapevano niente. Non gliel’ha mai detto nessuno. E oggi vogliono sapere perché.
Le domande che la gente continua a fare
“Perché ce lo riportano a casa?” è la frase che si legge ovunque sui social sammarinesi da quando è cominciato a circolare il dossier sul trasferimento. “Perché uno Stato che l’ha lasciato girare libero per quattro anni dovrebbe garantirne ora la detenzione sicura?” è l’altra. “Chi ci dice che ai Cappuccini la pena verrà davvero scontata fino al 22 dicembre 2029 senza sconti, senza permessi, senza misure alternative?” è la terza. Sono domande che gli avvocati e i tecnici hanno già provato a smontare citando norme e convenzioni internazionali, ma che continuano a girare lo stesso, perché il punto non è giuridico, è di fiducia.
Il Gruppo Genitori Sammarinesi, che da settembre 2025 ha tenuto la pressione alta su questa vicenda, ha usato parole chiare: “istituzioni civili, religiose e sportive hanno lasciato il pedofilo vicino ai bambini”. Sono parole forti, ma fotografano una realtà che nessuno ha ancora smentito. Perché la Federcalcio ha saputo solo dai giornali? Perché le strutture pubbliche per l’infanzia non sono state avvisate? Perché basta un’autocertificazione su un foglio per andare a lavorare con i bambini? Perché in Italia James era già nel sistema giudiziario dal 2021 e a San Marino, secondo le ricostruzioni ufficiali, non lo sapeva nessuno?
L’avvocato difensore, Stefano Pagliai, ha rivendicato il trasferimento come “atto di maturità istituzionale capace di resistere alle pressioni emotive dell’opinione pubblica”. Sui social qualcuno gli ha risposto in modo brutale: “non sono pressioni emotive, sono bambini di dieci anni”.
Quello che ora la comunità chiede
Le richieste che girano in questi giorni tra i genitori sammarinesi sono concrete e ricorrenti. Un registro dei condannati per pedofilia, in modo che chi lavora con i minori non possa più nascondersi dietro un’autocertificazione. Sanzioni vere per chi mente sulle autocertificazioni. Un sistema di comunicazione automatica tra l’Italia e San Marino sui procedimenti penali a carico di sammarinesi, perché lasciare che le notizie arrivino tramite mail informali è esattamente la falla che ha permesso quattro anni di silenzio. Controlli effettivi su chi entra in contatto con i bambini, non firme su pezzi di carta.
Steven Raul James resterà ai Cappuccini fino al 22 dicembre 2029. Quattro bambini di Carpegna, che oggi hanno quattordici e quindici anni, porteranno per tutta la vita quello che è successo in quell’estate del 2021. Il luogo della detenzione, per loro, non fa nessuna differenza. La differenza la fanno i sistemi che dovevano impedire che succedesse, e che a San Marino, in questi quattro anni, semplicemente non hanno funzionato. Sui quali, fino a oggi, nessuno è ancora stato chiamato a rispondere.





