Torna a salire la tensione in Medio Oriente dopo le nuove dichiarazioni arrivate da Iran. Teheran ha avvertito che, in caso di ulteriori attacchi statunitensi, potrebbe portare l’arricchimento dell’uranio fino al 90%, una soglia considerata compatibile con l’utilizzo militare e nucleare.
Le parole del governo iraniano arrivano in un clima già estremamente delicato, tra minacce reciproche, pressioni diplomatiche e movimenti militari. Secondo indiscrezioni rilanciate dalla CNN, negli Stati Uniti si starebbe valutando la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo un incontro tra Donald Trump e i vertici militari americani. Lo stesso Trump, però, avrebbe dichiarato di “non avere fretta”.
Intanto il Pentagono ha aggiornato il bilancio economico della guerra: le operazioni contro l’Iran sarebbero costate finora circa 29 miliardi di dollari, mentre negli Stati Uniti cresce anche la preoccupazione per l’aumento dell’inflazione legato alla crisi internazionale e alle tensioni energetiche.
Sul fronte regionale resta alta anche l’attenzione sul Libano. Hezbollah ha ribadito che il tema del disarmo “non è sul tavolo dei negoziati”, mentre proseguono i raid israeliani nel sud del Paese. Secondo le autorità locali, dall’inizio della tregua sarebbero morte almeno 380 persone.
Anche l’Unione Europea segue con attenzione l’evolversi della situazione. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha dichiarato che Bruxelles sarebbe pronta a valutare una missione europea di sostegno all’esercito libanese.
Nel frattempo il Qatar continua a muoversi sul piano diplomatico. Il premier di Doha ha confermato di essere stato a Washington per sostenere gli sforzi internazionali diretti a evitare un’ulteriore escalation nell’area.





