Killer montenegrino arrestato a Rimini: ricercato in tutta Europa per omicidi e legami con un clan criminale

da | 12 Mag 2026

Per mesi avrebbe vissuto nascosto in un appartamento di Marebello, cambiando aspetto e utilizzando documenti falsi per sfuggire alle ricerche internazionali. La sua fuga si è conclusa ieri a Rimini, dove la Polizia di Stato ha arrestato un 33enne montenegrino ritenuto dagli investigatori un membro di alto livello di un’organizzazione criminale balcanica coinvolta in omicidi e traffici internazionali.

L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Rimini insieme al Servizio Centrale Operativo e agli specialisti di ENFAST Italia, l’unità della cooperazione internazionale di polizia impegnata nella cattura dei latitanti più pericolosi. Sul suo conto pendevano un mandato d’arresto europeo emesso dall’Austria e una Red Notice Interpol inserita dal Montenegro.

Secondo gli investigatori austriaci, il 33enne sarebbe responsabile dell’omicidio di un connazionale e del tentato omicidio di un altro uomo durante un agguato avvenuto a Vienna il 21 dicembre 2021. In quell’occasione il ricercato avrebbe esploso sette colpi di arma da fuoco contro la prima vittima, colpendola alla testa e al corpo, e altri tre colpi contro il secondo uomo, rimasto gravemente ferito.

Le accuse nei suoi confronti non si fermano però all’Austria. Le autorità montenegrine lo ricercavano anche per omicidio aggravato, detenzione illegale di armi ed esplosivi e associazione criminale. Secondo gli atti investigativi, avrebbe avuto un ruolo operativo all’interno del gruppo, occupandosi della pianificazione di altri reati, del reperimento di mezzi, alloggi e supporto logistico per l’organizzazione.

L’indagine della Squadra Mobile di Rimini era partita a febbraio dopo una segnalazione del Servizio Centrale Operativo e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, che avevano indicato la possibile presenza del ricercato in provincia. Gli investigatori erano stati subito avvertiti della pericolosità del soggetto, considerato particolarmente abile nel camuffamento e nell’alterazione del proprio aspetto fisico.

Per oltre due mesi sono andati avanti appostamenti, servizi di osservazione e attività tecniche, anche durante la notte. Alla fine l’attenzione si è concentrata su un appartamento della zona di Marebello intestato a un cittadino russo residente all’estero da anni. L’alloggio sembrava disabitato, ma i consumi elettrici ancora attivi e alcuni movimenti sospetti osservati dagli investigatori hanno fatto emergere il sospetto che potesse essere utilizzato come rifugio.

La conferma è arrivata durante uno degli ultimi appostamenti. Un movimento quasi impercettibile dietro le tende dell’abitazione ha convinto gli agenti che il latitante si trovasse all’interno. Poco dopo è scattato il blitz della Squadra Mobile, delle Volanti e degli specialisti di ENFAST Italia.

L’uomo è stato bloccato all’interno dell’appartamento e trasferito in carcere in esecuzione del mandato d’arresto europeo. Durante la perquisizione gli investigatori hanno trovato anche un passaporto falso con altre generalità ma con la fotografia del 33enne. Per questo motivo è stato denunciato anche per possesso e fabbricazione di documenti falsi.

Nell’abitazione sono stati sequestrati telefoni cellulari, dispositivi informatici e altro materiale ora al vaglio degli investigatori, che dovranno chiarire il ruolo del montenegrino all’interno dell’organizzazione criminale e verificare eventuali collegamenti con altri gravi episodi delittuosi avvenuti in Europa.

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