Sale la tensione tra Stati Uniti e Iran, con i negoziati sulla tregua in Medio Oriente ancora incerti. La situazione si è aggravata dopo il sequestro di una nave iraniana nello Stretto di Hormuz, episodio che avrebbe innescato una risposta con attacchi di droni contro unità americane, secondo fonti iraniane.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato a utilizzare “ogni via diplomatica” per ridurre le tensioni, ma da Teheran non è ancora arrivata una decisione definitiva sulla partecipazione ai colloqui previsti a Islamabad.
Nel frattempo, gli Stati Uniti spingono per mantenere aperto il canale negoziale. L’ex presidente Donald Trump ha dichiarato che i colloqui “dovrebbero avere luogo”, escludendo tattiche dilatorie e confermando l’arrivo in Pakistan di una delegazione guidata da JD Vance.
Segnali contrastanti arrivano anche sul piano operativo. Da un lato, l’Iran ha annunciato la riapertura dei due principali aeroporti civili, dall’altro restano forti le incognite sulla reale disponibilità a sedersi al tavolo.
Sul fronte internazionale, la posizione resta prudente. La Russia ha escluso un ruolo diretto di mediazione, pur dichiarandosi disponibile a favorire un percorso di pace, mentre la Spagna ha già fatto sapere che non prenderà parte a eventuali operazioni militari nello Stretto di Hormuz.
Il quadro resta fluido, con la diplomazia che prova a riaprire il dialogo mentre sul campo continuano segnali di escalation.




