La crisi in Medio Oriente resta incandescente. L’Iran parla di “progressi” nei colloqui con gli Stati Uniti, ma chiarisce che un’intesa è ancora distante, mentre sul terreno la situazione continua a peggiorare.
Il nodo centrale è lo Stretto di Hormuz, che Teheran ha nuovamente chiuso in risposta alle mosse di Washington. La tensione è salita ulteriormente dopo che alcuni mercantili sono stati colpiti, mentre gli Usa, con Donald Trump, hanno risposto duramente: “Non potete ricattarci”, ribadendo anche il sostegno a Israele definito “grande alleato”.
Intanto lo scontro diplomatico si allarga. L’Iran attacca l’Unione Europea parlando di “retorica ipocrita sul diritto internazionale”, accusandola di non intervenire contro le azioni militari occidentali.
Sul fronte libanese, la tregua appare già fragile. Nel sud del Libano un soldato israeliano è stato ucciso e nuovi attacchi hanno colpito le forze Unifil, provocando la reazione della comunità internazionale. L’Italia ha definito quanto accaduto “inammissibile”, esprimendo cordoglio per le vittime.
In questo quadro instabile, continua anche il viaggio in Africa di Papa Leone, mentre la crisi rischia di allargarsi ulteriormente tra tensioni militari, scontri diplomatici e rotte commerciali sotto pressione.




