Le tensioni in Medio Oriente continuano a crescere, con nuovi attriti legati al controllo dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il petrolio mondiale. L’Iran ha deciso di limitare il transito a circa 15 navi al giorno, una scelta che rischia di avere effetti diretti sui mercati energetici globali.
Dura la reazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito la gestione iraniana “lontana dagli accordi previsti” e ha accusato Teheran di agire in modo inefficace.
Sul piano militare e diplomatico, gli Stati Uniti spingono per una riduzione delle tensioni tra Israele e Libano, dove gli scontri con Hezbollah proseguono. Il premier Benjamin Netanyahu ha lasciato aperta la porta a un dialogo con Beirut, ma ha escluso qualsiasi intesa con il movimento sciita sostenuto dall’Iran.
Intanto, le operazioni israeliane hanno attirato critiche da Europa, Russia, Turchia e Pakistan, mentre Islamabad si prepara a ospitare nuovi colloqui tra Washington e Teheran, con la partecipazione del vicepresidente americano JD Vance.
Sul campo, la situazione resta instabile: nelle ultime ore sono scattate allerta antiaerea in diverse aree di Israele, tra cui Tel Aviv e Ashdod, dopo il lancio di razzi dal Libano. I sistemi di difesa hanno intercettato almeno un missile e, al momento, non si registrano vittime. Hezbollah ha rivendicato attacchi con missili e droni contro obiettivi militari israeliani lungo il confine.




