È entrato nel vivo, con la dodicesima udienza, il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, che vede imputato Louis Dassilva. In aula, gli investigatori della Squadra Mobile hanno ricostruito passaggi chiave dell’inchiesta, facendo emergere intercettazioni, messaggi e spostamenti sospetti.
Sotto la lente degli inquirenti soprattutto il legame tra Dassilva e Manuela Bianchi, con la ricostruzione dei loro incontri clandestini, avvenuti anche dopo il delitto. Decisivi i messaggi tra i due e alcune scritte trovate in città, tra cui cuori e frasi simboliche come “primo bacio”, che rimanderebbero alla relazione extraconiugale.
Le indagini hanno evidenziato anche uscite notturne dell’imputato all’insaputa della moglie, confermate da chat in cui Dassilva rassicurava l’amante dicendo che la moglie stava dormendo. Parallelamente, sono state effettuate verifiche sui movimenti e sui tempi nella palazzina del delitto, con test sull’ascensore per ricostruire la mattina del ritrovamento del corpo.
Uno degli aspetti più inquietanti riguarda i presunti riti voodoo: secondo quanto emerso, Dassilva avrebbe chiesto interventi rituali, anche con finalità negative, arrivando a indicare nomi precisi, tra cui magistrati e investigatori. In alcune conversazioni, avrebbe parlato apertamente della necessità di questi riti perché coinvolto in un omicidio.
Dalle analisi dei cellulari è emersa inoltre la posizione dell’imputato in momenti ritenuti cruciali. Colpisce anche un episodio successivo all’arresto: alla domanda diretta della moglie – “Sei stato tu?” – Dassilva avrebbe dato una risposta evasiva, prima che la donna ribadisse la sua fiducia nella sua innocenza.




