Ha provocato un incidente violento in piena notte, abbattendo un palo della segnaletica e uno della videosorveglianza, per poi dileguarsi nel buio. Pensava di aver evitato conseguenze, ma è stato individuato dopo dieci giorni grazie a indagini mirate e alla rete tecnologica di controllo del territorio.
L’episodio risale alle 03:24 del 9 marzo in viale D’Annunzio, quando l’impatto ha mandato fuori uso una telecamera di piazzale Allende. Sul posto, raggiunto in pochi minuti dalle pattuglie, gli agenti hanno trovato solo detriti e tracce evidenti dello schianto, senza alcun veicolo.
Da lì è partita l’attività investigativa: i frammenti raccolti hanno indirizzato gli accertamenti verso le ditte di soccorso stradale. La svolta è arrivata da un intervento registrato da un’azienda riminese, che aveva recuperato un autocarro gravemente danneggiato, fornendo così la targa.
A quel punto è entrata in gioco la tecnologia: grazie al sistema comunale di lettura targhe, è stato possibile ricostruire gli spostamenti del mezzo, trasferito tra Coriano e il Pesarese. Il veicolo è stato poi individuato in un’officina, dove i danni risultavano compatibili con i pezzi trovati sull’asfalto.
Per il conducente, un 30enne di origine colombiana residente a Gradara, sono scattate sanzioni pesanti: multa, decurtazione di punti e sospensione della patente, oltre al risarcimento per i danni causati. Contestata anche la fuga dopo l’incidente.
Il caso conferma l’efficacia del controllo integrato tra agenti e tecnologia: già nel 2025 oltre la metà degli incidenti con fuga a Riccione è stata risolta grazie alle telecamere. Le verifiche, comunque, proseguono per valutare eventuali ulteriori responsabilità penali.




