Segretario di Stato Stefano Canti: “Basta ingerenze della politica sulla magistratura, documenti condivisi ma l’opposizione rifiuta”

da | 16 Mar 2026

Segretario di Stato Stefano Canti: In questo comma comunicazioni abbiamo toccato diversi temi, ma molti degli interventi che si sono succeduti si sono concentrati sul rapporto tra giustizia e politica. Io credo che il messaggio che stiamo dando al Paese sia devastante. Io credo che non ci si rassegni a un passato che è stato devastante per le ingerenze sulla magistratura. Buriani e la cricca ne sono una testimonianza. Qual era quella giustizia? Era la giustizia di una politica dalla quale mi pare che qualcuno abbia molta nostalgia.  La politica non si deve intromettere e non deve ingerire nella magistratura. È devastante, ripeto, il messaggio che stiamo dando alla cittadinanza. Quella era la giustizia di una politica e di una forza politica che oggi dimostra di avere una grande nostalgia di quei tempi, perché non può più ingerire, non può più ordinare e non può più nominare giudici a lei vicini.  Le sentenze vanno rispettate, ma non sono ancora definitive. La strumentalizzazione politica dimostra come una certa politica non sia ancora pronta a confrontarsi all’interno di un quadro istituzionale conforme allo Stato di diritto e viva invece un senso di vendetta che non rappresenta la nostra Repubblica, una Repubblica che aspira all’accordo di associazione con l’Unione Europea.  Dico questo perché ho ascoltato molti interventi in questo comma comunicazioni nei quali si è parlato della vicenda della Banca di San Marino, delle indagini in corso e del rapporto tra giustizia e politica.  Allora io credo una cosa. Sono stato il primo, questa mattina, nell’ambito dei lavori della Commissione Giustizia, a voler condividere con tutta la politica la documentazione in nostro possesso. E ho scelto di farlo proprio in Commissione Giustizia.  Perché in Commissione Giustizia? Perché quella è la sede istituzionale in cui è possibile mantenere la segretezza che è necessaria in una fase delicata come quella che stiamo attraversando.  Nella passata sessione consiliare era stato detto dai partiti di opposizione che si lavorava ad armi impari, perché il Governo era a conoscenza di documentazione e l’opposizione non lo era. Questa mattina ho chiesto a tutta la Commissione Giustizia, dove sono rappresentate maggioranza e opposizione, di aprire un confronto e di consegnare tutta la documentazione che è pervenuta al Governo.  Ho distribuito il materiale a tutti i colleghi perché non solo l’Eccellentissima Camera, ma anche il Congresso di Stato, su questa vicenda si sono costituiti parte civile.  Se vogliamo davvero fare un lavoro condiviso, credo che la Commissione Giustizia fosse la sede più opportuna dove tutti potevano prendere atto di quella documentazione che da tempo state chiedendo.  Ma dagli interventi che ho ascoltato in quest’aula mi pare di capire che la documentazione i partiti di opposizione ce l’abbiano già, perché stanno tirando fuori contenuti che sembrano provenire proprio da quei documenti.  Allora è inutile venire qui in Consiglio Grande e Generale a fare domande specifiche – se è vero o non è vero – come è stato fatto da alcuni consiglieri, in particolare dai consiglieri di Rete, chiedendo se determinate circostanze risultino o meno agli atti.  Io sono tenuto a rispettare il regime di segretezza a cui sono chiamato e voglio ribadirlo.  Questa mattina in Commissione Giustizia ho proposto di consegnare il materiale a tutte le forze politiche, in particolare a quelle di opposizione, ma i partiti di opposizione si sono rifiutati di accettarlo perché devono prima confrontarsi con i rispettivi gruppi consiliari.  E allora mi chiedo: cosa dovete sentire con i rispettivi gruppi consiliari? Venite in quest’aula, attaccate il Governo, chiedete se è vero o non è vero che certe circostanze risultano agli atti, quando lo stesso Governo è pronto a mettervi a disposizione tutta la documentazione che possiede.  Noi non abbiamo niente da nascondere. Siamo favorevoli, come è stato detto dalla maggioranza, a istituire la Commissione d’inchiesta nei tempi dovuti. Nessuno vuole nascondere nulla.  Anzi, cerchiamo quella condivisione che può avvenire in una sede istituzionale opportuna, che è la Commissione Giustizia.  Voi vi siete rifiutati di accettare questa proposta e quindi, evidentemente, avrete i vostri buoni motivi. 

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.