Emanuele Santi (Rete): Siamo certamente coinvolti a livello economico da ciò che sta accadendo nel mondo, anche se non siamo direttamente coinvolti dal punto di vista militare. Siamo coinvolti attraverso l’aumento dei prezzi dei carburanti, dell’energia e delle materie prime. Su questo tema mi sarei aspettato che qualche Segretario di Stato intervenisse in aula per dare qualche chiarimento, qualche prospettiva e qualche indicazione su come il Governo intenda affrontare questa situazione. Invece non è arrivato nulla. È evidente che questa maggioranza e questo Governo, negli ultimi mesi, si sono incatenati su alcune questioni che ne stanno minando la tenuta politica. Lo abbiamo visto anche nello scorso Consiglio Grande e Generale, quando la maggioranza si è letteralmente sciolta rispetto all’ordine del giorno che avrebbe dovuto istituire la Commissione d’inchiesta. Non sono riusciti né a presentare un ordine del giorno né a votare compattamente quello presentato dalle opposizioni. In queste settimane noi abbiamo chiesto con forza che in questo Consiglio venisse portato, con procedura d’urgenza, il progetto di legge per istituire la Commissione d’inchiesta. Come opposizione abbiamo anche messo a disposizione un nostro testo. Avevamo immaginato una prima fase di lavoro relativa ai fatti fino agli arresti dell’ottobre 2025 e una seconda fase da far partire da ottobre 2026, proprio per lasciare alla magistratura il tempo di completare le indagini. Il comma però non è arrivato. In Ufficio di Presidenza abbiamo insistito molto affinché venisse portato in aula e alla fine abbiamo strappato l’impegno da parte della maggioranza di presentare un proprio progetto di legge. Tuttavia resta una domanda fondamentale: quando partirà concretamente questa Commissione d’inchiesta? Io voglio leggere il testo e capire in che data inizieranno i lavori. Il punto però è un altro: la Commissione partirà subito oppure verrà rinviata ancora? Perché il tempo sta finendo. Le persone che incontriamo chiedono una sola cosa: vogliono sapere cosa è successo nella mancata vendita tra il soggetto bulgaro e l’Ente Cassa per l’acquisizione di Banca di San Marino e soprattutto vogliono capire cosa sia questo cosiddetto piano parallelo. C’è una parte del Paese – il Governo lo ha detto – che ha avuto accesso agli atti, probabilmente anche agli atti secretati. Forse li ha avuti anche qualcuno della maggioranza. Questo genera inevitabilmente sospetti, perché qualcuno sa delle cose e altri no. Allora quando vogliamo davvero fare piena luce su questa vicenda? Bisognerà capire come mai il 23 dicembre 2024 la maggioranza e il Governo depositavano un emendamento per consentire all’Ente Cassa di scendere sotto la quota del 51% della Banca di San Marino, mentre proprio in quella stessa data, casualmente, la Banca Centrale teneva una call con il soggetto bulgaro e con l’Ente Cassa. Sono coincidenze che fanno sorgere interrogativi. Noi lo chiedevamo già allora: se c’è un piano, se c’è qualcosa che dobbiamo sapere, ditecelo. Vi chiedevamo quale fosse il progetto sulla Banca di San Marino e sul sistema bancario del Paese. Ci potevate dire chiaramente che esisteva un compratore e che quell’articolo serviva proprio a consentire a quel compratore di acquistare la banca. Invece tutto è rimasto segreto. Siamo arrivati poi alla dinamica parlamentare. La Commissione approva quell’articolo il 20 gennaio. Poi, casualmente, si dice che iniziano ad arrivare i primi pagamenti della presunta tangente proprio in concomitanza con l’avanzamento del percorso normativo. Viene deliberata la possibilità di scendere sotto il 51%. Arriva la prima tranche a febbraio. Poi il Consiglio approva la legge a marzo e subito dopo arriva la seconda tranche. Infine, quando viene fatta l’assemblea definitiva per autorizzare l’operazione, arriva anche la terza tranche. In mezzo a tutto questo circolano voci e racconti. Si dice che esisterebbero email nelle quali si parla di “the gift for the fighters”, il regalo per i combattenti, riferito al fatto che mancavano alcune tranche di pagamento. Io non so se sia vero, ma se fosse vero sarebbe qualcosa di estremamente inquietante, perché significherebbe che quella era effettivamente una tangente. C’è poi la questione di chi sedeva nel consiglio di amministrazione dell’Ente Cassa e allo stesso tempo era coinvolto in dinamiche familiari che avrebbero beneficiato di questi pagamenti. Anche qui sorgono interrogativi. E allora la domanda è molto semplice: chi sono questi “fighters”? Chi sono questi combattenti? Io mi auguro che il tribunale stia indagando anche su questo aspetto. Da una parte abbiamo visto un’ordinanza sul piano parallelo che poi, in sede di riesame, ha avuto una valutazione diversa. Io non entro nelle dinamiche della magistratura. La magistratura deve essere lasciata lavorare e alla fine vedremo cosa emergerà dalle indagini. Ma noi, politicamente, non possiamo venire in quest’aula e fare finta di nulla. Non possiamo parlare solo di altri argomenti e ignorare una vicenda che, se confermata, potrebbe far venire giù metà Paese e probabilmente metà Democrazia Cristiana. Per questo mi rivolgo soprattutto ai colleghi della sinistra, a Libera e al Partito dei Socialisti e dei Democratici. Questa Commissione d’inchiesta sulle responsabilità politiche e amministrative deve essere fatta. Ci sono stati troppi passaggi casuali, troppe pressioni – dirette o indirette – per arrivare alla vendita a questo soggetto bulgaro. La domanda è semplice: perché proprio lui? Perché doveva essere lui a comprare la banca? Perché era particolarmente disponibile? O perché davvero si riteneva che fosse la soluzione migliore per il sistema bancario? Noi lo abbiamo detto più volte: la Banca di San Marino aveva bisogno di essere capitalizzata. Ma qui sembra che la banca dovesse essere venduta proprio a quel soggetto. Ed è su questo che dobbiamo fare piena chiarezza.
Accordo di associazione con l’Unione Europea, possibile firma a giugno: emergono le prime ipotesi sul calendario
Potrebbe entrare nel vivo nelle prossime settimane il percorso che dovrebbe portare alla firma...




