San Marino finisce davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per un contenzioso legato al settore della nuova economia e delle tecnologie blockchain. La vicenda nasce da un ricorso presentato dalla start-up Rbb Lab Srl, società con sede sul Titano attiva nello sviluppo di progetti basati su blockchain.
Secondo quanto riportato da L’Informazione di San Marino, nei giorni scorsi la Quinta sezione della Corte di Strasburgo ha notificato il ricorso presentato dall’azienda, che sostiene di non aver avuto un accesso effettivo alla giustizia per tutelare i propri diritti civili.
Al centro della controversia c’è il mancato rinnovo, nel 2023, dell’autorizzazione che consentiva alla società di operare come entità blockchain e di emettere token destinati alla vendita. L’autorizzazione, concessa inizialmente fino alla fine del 2022, permetteva alla start-up di operare nel quadro delle normative sammarinesi dedicate alle imprese innovative e di beneficiare delle relative agevolazioni fiscali.
Dopo il diniego al rinnovo, la società ha deciso di rivolgersi alla Corte europea facendo riferimento all’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, sostenendo che il formalismo adottato dalle istituzioni e dalla giustizia amministrativa avrebbe impedito una piena valutazione della vicenda.
Nel ricorso viene inoltre richiamato l’articolo 13 della Convenzione, relativo al diritto a un rimedio effettivo, ritenuto dalla società non garantito nel procedimento amministrativo.
Ora la questione è passata all’esame della Corte di Strasburgo. I giudici europei hanno chiesto al governo sammarinese di fornire chiarimenti su due aspetti principali: se la società abbia avuto un accesso effettivo a un tribunale e se l’interpretazione restrittiva delle norme da parte della giustizia amministrativa possa aver limitato il diritto di ricorrere alla giustizia.




