La situazione in Medio Oriente è una delle più delicate e complicate degli ultimi decenni e richiede responsabilità e serietà. Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo al Senato durante le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, soffermandosi in particolare sulla crisi legata al conflitto con l’Iran.
La premier ha spiegato di voler confrontarsi apertamente con il Parlamento e con tutte le forze politiche su come affrontare una fase internazionale così critica, sottolineando la necessità di evitare polemiche e divisioni interne che rischiano di indebolire la posizione del Paese.
Meloni ha inoltre chiarito il tema dell’eventuale utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti. Secondo la presidente del Consiglio, tali strutture sono regolate da accordi internazionali che negli anni sono stati aggiornati da governi di ogni colore politico. Qualora arrivasse una richiesta formale, ha spiegato, la decisione spetterebbe al governo ma sarebbe comunque sottoposta al Parlamento. Al momento, ha precisato, nessuna richiesta di questo tipo è stata avanzata.
Nel suo intervento la premier ha respinto anche le accuse rivolte all’esecutivo negli ultimi giorni, sostenendo che non esiste alcun governo “complice” di decisioni prese da altri Paesi né un’Italia isolata sul piano europeo. Al contrario, ha detto, l’esecutivo è impegnato a gestire una fase geopolitica estremamente complessa cercando di tutelare gli interessi dei cittadini e delle imprese.
Meloni ha poi invitato la politica italiana a mantenere un atteggiamento costruttivo di fronte alla crisi internazionale, evitando una polarizzazione che rischia di semplificare un quadro molto più articolato. Secondo la premier, il conflitto va inserito nel contesto di un sistema internazionale sempre più instabile, caratterizzato da minacce crescenti e da interventi militari spesso condotti fuori dal quadro del diritto internazionale.
Nel corso del suo discorso ha ricordato anche la tragedia delle bambine uccise nel sud dell’Iran, chiedendo che vengano chiarite le responsabilità e ribadendo che la protezione dei civili, e in particolare dei più piccoli, deve restare una priorità assoluta.




