Medio Oriente, escalation militare: raid su Teheran e tensione nel Golfo

da | 7 Mar 2026

La guerra in Medio Oriente entra nell’ottavo giorno di combattimenti con una nuova escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele. Nella notte si sono registrati pesanti bombardamenti su Teheran, attacchi con droni iraniani contro diversi Paesi del Golfo e nuove tensioni che minacciano anche i traffici energetici internazionali.

Secondo fonti americane, quella appena trascorsa sarebbe stata la più grande ondata di bombardamenti degli Stati Uniti contro l’Iran dall’inizio del conflitto. Parallelamente l’esercito israeliano ha annunciato che oltre 80 caccia hanno colpito obiettivi militari nella capitale iraniana e in altre aree del Paese, prendendo di mira infrastrutture e siti di lancio di missili.

Nel Golfo Persico le Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) hanno rivendicato l’attacco con droni contro una petroliera denominata Prima, accusata di aver ignorato gli avvertimenti relativi alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il commercio mondiale di petrolio.

La tensione si è estesa anche ai Paesi vicini. Esplosioni sono state segnalate a Dubai, dove le autorità parlano di detriti caduti dopo un’operazione di intercettazione aerea. La compagnia Emirates ha deciso di sospendere tutti i voli da e per Dubai fino a nuovo avviso, mentre l’Arabia Saudita ha annunciato di aver abbattuto un missile diretto verso la base Prince Sultan, che ospita militari statunitensi.

Sul piano diplomatico cresce la preoccupazione internazionale. I ministri degli Esteri della Lega Araba terranno una riunione d’emergenza per discutere degli attacchi iraniani contro diversi Paesi della regione.

Intanto il conflitto rischia di avere ripercussioni anche sui mercati energetici. Dal Qatar arriva l’avvertimento che la guerra potrebbe costringere alcuni Paesi del Golfo a interrompere temporaneamente le forniture, con la conseguenza di far impennare i prezzi del petrolio.

Nel frattempo l’Italia ha inviato la fregata missilistica Martinengo, partita da Taranto e diretta verso Cipro, mentre la crisi continua ad allargarsi coinvolgendo sempre più attori regionali e internazionali.

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