Appassionato, viscerale, oggi lo definiremmo semplicemente “vulcanico”. Oreste Pelliccioni non è stato solo un uomo di sport, ma un’anima che al calcio ha dedicato ogni fibra del suo essere. Dalle parate negli anni ’70 con la maglia della Serenissima e di diverse realtà sammarinesi, fino a una carriera da dirigente vissuta sempre in prima linea, Oreste non si è mai tirato indietro.
È stato il volto di sfide epiche, come la storica scalata del Ravenna dall’Eccellenza alla C2, e il custode del San Marino Calcio, un amore viscerale nato dalle ceneri della Serenissima che lui stesso cercò di far rinascere negli anni 2000. Ma il suo impatto è andato oltre il rettangolo verde: come imprenditore, il suo marchio Ori Sport ha vestito intere generazioni di atleti, legando il suo nome anche al Rimini di Vincenzo Bellavista.
Sopra ogni cosa, però, restava l’attaccamento profondo alle sue radici. Il progetto del calcio biancoazzurro era per lui una questione di appartenenza, una missione d’amore per la sua terra. Oggi il mondo dello sport e i tanti amici lo piangono sui social, ricordando quella passione che lo ha accompagnato fino all’ultimo respiro.
L’ultimo saluto si terrà domani mattina, alle ore 10:40, presso il Santuario di Valdragone.



