Zeppa (Rete): “Segreto violato e giustizia nel caos, caso violenza simbolo di una grave crisi istituzionale”

da | 17 Mar 2026

Gian Matteo Zeppa (Rete): Voglio rispondere al Segretario alla Giustizia Canti e fare eco alla collega Andruccioli riguardo alla riservatezza della Commissione Giustizia, una riservatezza che il Segretario ha platealmente violato ieri facendo un po’ il fenomeno e accusando l’opposizione di aver rifiutato la chiavetta con i documenti. Voglio ricordargli che anche un membro della sua maggioranza ha rifiutato quella chiavetta, perché il sentimento corretto dovrebbe essere quello di condividere con l’intero corpo consiliare ciò che il Congresso di Stato ha già nelle mani da diverso tempo, senza strumentalizzare la situazione e senza esporci a rischi indicibili facendo uscire i nomi. Siccome lei ha violato il segreto della commissione, mi sento in dovere di farlo anche io per denunciare a microfono aperto una cosa schifosa accaduta recentemente a San Marino, per la quale ieri abbiamo chiesto all’unanimità l’accesso agli atti. Un uomo facoltoso, che pare essere un dipendente pubblico persino distaccato presso una Segreteria di Stato, è stato condannato a oltre due anni di prigionia e a un anno e mezzo di interdizione per lesioni aggravate e violenza di genere contro la compagna, ma la cosa ancora più schifosa e inaccettabile è che l’Avvocatura dello Stato, che doveva rappresentare l’Authority Pari Opportunità costituitasi parte civile per difendere la vittima, non si è presentata in tempo al processo. Questa è una povertà istituzionale e civica che fa letteralmente ribrezzo, dimostrando l’incapacità di chi dovrebbe tutelare lo Stato e le donne molestate, e mi chiedo se questo dipendente pubblico sia stato almeno sospeso come prevede la legge. Di fronte a questo degrado non mi stupisco più dei vostri progetti di legge senza commissioni paritetiche, perché tutto questo fa il paio con la generale perdita di diplomazia e di rispetto dei ruoli istituzionali a cui stiamo assistendo, dove si attacca solo per non morire ammazzati. Abbiamo un Segretario che chiede la procedura d’urgenza per una legge e poi se ne va al Festival di Sanremo costringendo i commissari a fare figure barbine per sostituirlo, abbiamo l’intero Congresso di Stato che pochi mesi fa voleva denunciare il quotidiano Il Sole 24 Ore, e ci ritroviamo a discutere decreti fatti col copia e incolla, come il cosiddetto “decreto Volkswagen”, redatto solo per compiacere una precisa questione politica. Per non parlare della gestione della sanità, dove si spostano i servizi da una parte all’altra tramite semplici delibere, senza passare per la commissione sanità e senza valutare se ci siano le adeguate disposizioni normative e logistiche per sostenere gli utenti e le famiglie, prendendoci palesemente per i fondelli. Tornando al filone bulgaro, la parte più interessante sarebbe capire cosa sia successo nel momento in cui qualcuno è entrato fisicamente dentro la banca e se le cassette di sicurezza siano state effettivamente liberate. Il nostro gruppo non accetta le vostre chiavette perché non vogliamo fare i fenomeni e partecipare a queste prese in giro, e ritengo che stiamo assistendo a un abbassamento totale della consapevolezza di cosa significhi rivestire un ruolo all’interno delle istituzioni, che dovrebbe servire in primis a tutelare le persone malmenate, e temo purtroppo che il peggio non sia ancora finito.

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