Intervento in Comma 12: Progetto di legge “Norme relative alla cittadinanza per naturalizzazione” (presentato dalla Segreteria di Stato per gli Affari Interni) (II lettura) del Consiglio Grande e Generale
Guerrino Zanotti (Libera): Intervengo a nome del gruppo di Libera per annunciare il voto favorevole al progetto di legge che abroga l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per i cittadini naturalizzati. Riteniamo che sia giunto il tempo di fare scelte che riportano San Marino al passo con i tempi e con la necessità, per chi vive nel mondo di oggi, di potersi sentire cittadino del mondo e non soltanto di un piccolo fazzoletto di terra. Voglio fare uno sforzo di comprensione nei confronti di chi oggi osteggia questo progetto di legge o decide di non partecipare al voto perché ritiene non accettabile l’abrogazione dell’obbligo di rinuncia. Mi rendo conto che quelle posizioni sono figlie di una storia della nostra Repubblica che è sempre stata molto conservativa su questo tema. Ricordiamo bene quali erano i passaggi fino agli inizi degli anni Duemila, quando la cittadinanza veniva riconosciuta dopo trentacinque anni di residenza e non automaticamente, ma tramite decreti, su decisione del governo di turno. Era una ulteriore concessione. Comprendo quella mentalità, perché è figlia di quella storia, ma credo che oggi stiamo facendo un passo in avanti che è a sua volta figlio di un percorso progressivo che ci ha portato fino alla legge di oggi. Non è vero che questo intervento arriva come un fulmine a ciel sereno o che non ci sia stato il tempo di ragionare sulle implicazioni. Già dagli inizi degli anni Duemila il tema era stato affrontato; nel governo 2012-2016 se ne era discusso; nel 2019 si è intervenuti modificando i tempi. I ragionamenti evolvono e probabilmente si è arrivati al momento in cui una decisione in questo senso va presa. Riteniamo che il percorso che ha portato a modificare progressivamente la norma abbia consentito oggi di trovare su questo progetto di legge un larghissimo fronte favorevole, e questo non può che farci piacere. Diciamoci anche che la conservazione di una cittadinanza esclusiva, in un contesto di denatalità di cui parliamo continuamente, rischia di condurci fra trent’anni a una comunità sempre più ristretta. Occorre rendersi conto dei tempi che stiamo vivendo. Al di là dell’intervento sulla cittadinanza, crediamo che con l’approvazione di questo progetto di legge si possa arrivare a formulare ragionamenti e provvedimenti anche sulla normativa delle residenze, sul loro riconoscimento e sulla loro gestione nella Repubblica di San Marino, perché riteniamo che anche in quel caso sia giunto il momento di intervenire con una regolamentazione più aderente alle necessità e alle aspettative odierne.




