William Casali (Pdcs): Il tema dell’accordo con l’Unione Europea merita un confronto serio, concreto e soprattutto sgombro da slogan, perché abbiamo il dovere di trasmettere alla cittadinanza un messaggio chiaro, corretto e responsabile. Non stiamo discutendo di una scelta identitaria né di una rinuncia alla nostra storia o alla nostra sovranità. Non è in discussione chi siamo. Stiamo discutendo di come posizionare San Marino in un mondo che cambia rapidamente, senza snaturare la nostra identità statuale. Voglio essere chiarissimo: San Marino non entra nell’Unione Europea. San Marino rimane uno Stato terzo, mantiene il proprio impianto costituzionale, le proprie istituzioni e la propria identità. L’accordo di associazione non rappresenta una resa di sovranità, ma una scelta consapevole, responsabile e strategica. È la decisione di allineare una parte delle nostre regole economiche a quelle del mercato unico europeo per ottenere in cambio tutele, opportunità e certezze. Oggi la vera sovranità non è chiudersi, ma saper scegliere dove stare e con quali regole dialogare. Restare ai margini dei flussi economici e commerciali europei non rafforza San Marino, anzi ci espone, ci rende più fragili e limita le possibilità di sviluppo. Con l’accordo scegliamo noi come rapportarci all’Europa, difendendo le nostre specificità e tutelando gli interessi nazionali. L’accesso al mercato unico significa maggiore certezza normativa per le imprese, maggiore attrattività per investimenti di qualità, possibilità di competere ad armi pari, tutela delle esportazioni, dell’industria, dei servizi e dell’economia reale. Significa anche maggiori opportunità nel digitale, nei marketplace, nell’e-commerce e nei sistemi di pagamento elettronico. Non è ideologia, è strategia economica. Un’economia piccola e aperta come la nostra ha bisogno di regole chiare, stabilità e credibilità internazionale. Se vogliamo che i giovani restino a San Marino dobbiamo offrire opportunità concrete, non protezione sterile. Questo percorso è una scelta consapevole del Paese, non una forzatura esterna. San Marino non subisce l’Europa, dialoga con l’Europa da Stato sovrano. Ringrazio il Segretario di Stato Beccari per il lavoro serio e competente svolto. Difendere la sovranità significa governare il cambiamento, non subirlo. E questo accordo, se ben gestito, può essere uno strumento utile per farlo nell’interesse esclusivo della Repubblica di San Marino.
I Capitani Reggenti in visita a New York per il 91° anniversario della Fratellanza Sammarinese
I Capitani Reggenti Matteo Rossi e Lorenzo Bugli sono in partenza per New York per una visita...




