Non un’aula di tribunale, ma il Parlamento britannico trasformato in arena politica. A Westminster va in scena un vero e proprio “processo” pubblico all’ex principe Andrea, travolto dallo scandalo legato ai rapporti con Jeffrey Epstein.
La Camera dei Comuni approva senza voto formale una mozione dei Liberal Democratici che chiede la diffusione dei file sulla sua nomina a inviato commerciale del Regno Unito nel 2001, quando a Downing Street c’era Tony Blair. Una decisione che riaccende i riflettori non solo sul ruolo ricoperto da Andrea, ma anche sulle responsabilità politiche dell’epoca.
Nel dibattito parlamentare emergono critiche durissime nei confronti del fratello di re Carlo III, definito simbolo di una gestione opaca e di un controllo insufficiente sulla monarchia. L’ex duca, arrestato nei giorni scorsi e poi rilasciato su cauzione con l’accusa di aver condiviso informazioni riservate con Epstein mentre rappresentava ufficialmente Londra, diventa così il centro di una tempesta che scuote anche l’eredità del blairismo e mette in difficoltà l’attuale leadership laburista.




