Violenza di genere, i numeri che interrogano la Repubblica: 76 richieste di aiuto e 29 arresti nel 2025

da | 20 Gen 2026

Ci sono statistiche che non restano fredde. Restano addosso.
Nel 2025, in Repubblica, 76 persone hanno chiesto assistenza per situazioni di violenza di genere e tutela dei minori. Un dato in linea con l’anno precedente, che racconta una realtà stabile, ma proprio per questo persistente. Non un’emergenza episodica, ma un fenomeno che chiede attenzione continua, giorno dopo giorno.

È il bilancio dell’attività dell’Ufficio Violenza di Genere e contro i Minori della Gendarmeria, che nel corso dell’anno ha trasformato segnalazioni, richieste d’aiuto e sospetti in atti concreti di protezione e, quando necessario, in interventi giudiziari.

Dalle segnalazioni analizzate sono emersi 31 casi di interesse per l’Autorità Giudiziaria legati a violenze contro le donne, in aumento rispetto al 2024. Un dato che non si limita a misurare l’azione repressiva, ma fotografa anche una maggiore emersione del fenomeno: più denunce, più fiducia nel sistema, ma anche più storie di fragilità che arrivano alla soglia della giustizia.

Parallelamente, sono state 27 le segnalazioni al Servizio di Salute Mentale, un numero stabile che racconta quanto il tema della violenza non sia solo giudiziario, ma anche profondamente sociale e sanitario. Dietro ogni fascicolo, spesso, c’è un intreccio di disagio, solitudine, dipendenza emotiva o psicologica che richiede un lavoro di rete tra forze dell’ordine e servizi socio-sanitari.

Il fronte dei minori resta altrettanto sensibile. Nel 2025 sono stati rilevati 11 casi di rilievo giudiziario e 18 segnalazioni alla Tutela Minori, a conferma di un ruolo della Gendarmeria che non si limita all’intervento a fatto compiuto, ma si estende alla prevenzione e alla protezione, cercando di intercettare le situazioni prima che diventino irreversibili.

E poi c’è il dato più duro: 29 persone finite in carcere nel corso dell’anno per reati legati a queste dinamiche. Un numero che misura l’azione repressiva dello Stato, ma che, letto insieme agli altri, racconta una realtà più ampia: quella di una comunità chiamata non solo a punire, ma a prevenire, accompagnare, educare.

INSIDER.SM osserva questi numeri come si osserva uno specchio. Non per cercare colpe astratte, ma per porre una domanda concreta: quanto siamo capaci, come Paese, di intercettare il disagio prima che diventi violenza? Perché ogni richiesta di aiuto non è solo un dato statistico. È una porta che qualcuno ha avuto il coraggio di aprire.

E su quella porta, la risposta non può essere solo una firma su un atto giudiziario. Deve essere un sistema che tiene insieme sicurezza, ascolto, cura e responsabilità collettiva. Perché la violenza di genere e quella sui minori non sono solo reati da reprimere. Sono fratture da sanare, prima che diventino cicatrici permanenti.

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