Villa Verucchio, la raccolta fondi dopo il Capodanno di sangue: “alle vittime mai arrivati i soldi promessi”

da | 29 Dic 2025

A Villa Verucchio, a distanza di un anno dall’aggressione di capodanno che aveva scosso l’intera comunità, restano domande aperte e una vicenda che continua a far discutere. Quella notte, l’egiziano Mohammad Sitta aveva accoltellato quattro persone prima di essere ucciso dal maresciallo dei carabinieri Luciano Masini, che aveva esploso un colpo con la pistola d’ordinanza. Un episodio che aveva profondamente segnato il paese della Valmarecchia e acceso un forte moto di solidarietà.

Nei giorni immediatamente successivi, l’associazione Vieni a Villa Verucchio aveva promosso una raccolta fondi. L’obiettivo dichiarato era duplice: coprire le spese legali del sottufficiale dell’Arma e, allo stesso tempo, destinare 5mila euro a ciascuna delle quattro persone ferite, due diciottenni e una coppia di anziani. La risposta era stata ampia, con decine di donazioni che, nel tempo, hanno portato il totale raccolto a circa 45mila euro.

Sulla parte destinata ai feriti, però, qualcosa si è fermato. L’unico passaggio concreto risale al 12 gennaio 2025, quando, durante una cerimonia pubblica, ai feriti furono consegnati tre maxi assegni da 5mila euro ciascuno, per un totale di 15mila euro, in attesa del successivo bonifico. Da allora, secondo le famiglie coinvolte, nessun altro contatto.

Da allora non abbiamo più saputo nulla e nessuno dell’associazione ci ha più contattato per darci indicazioni o spiegarci dove siano finiti quei soldi”, racconta Stefania, madre di Diego, uno dei ragazzi feriti. Un silenzio che, col passare dei mesi, ha lasciato spazio alla delusione. “In queste ore, persone a noi vicine, ci stanno contattando esterrefatte perchè oggi, a distanza di un anno dal tentato omicidio, stanno apprendendo dai giornali che le loro donazioni non sono state ancora devolute a nostro figlio e alle vittime delle brutali aggressioni avvenute a Capodanno scorso per mano di Mohammad Sitta. L’associazione Vivilla Aps, che attraverso i suoi rappresentanti ha organizzato un evento pubblico con la cittadinanza il 12 gennaio scorso in piazza, per la consegna di cinquemila euro a ciascuna delle vittime, dopo aver avuto il nostro iban, non ci ha più contattati per liquidare parte delle somme raccolte e per informarci sulle motivazioni del ritardo. Ora apprendiamo che in via del tutto unilaterale, faranno un comunicato per destinare le somme ricevute dai donatori. I donatori sono persone preoccupate dall’esborso delle spese legali che avrebbe dovuto sostenere il carabiniere che oggi sappiamo essere prosciolto e persone che hanno devoluto per far sentire la loro vicinanza ai ragazzi all’epoca ricoverati, che porteranno a vita i segni, sostenendo le spese per le coltellate ricevute. L’unica cosa buona che resta da tutta questa vicenda, nella quale mio figlio, come le altre vittime, sono state completamente dimenticate dal dibattito pubblico e dalle istituzioni e dagli enti locali del territorio, è il gesto generoso di tante persone. Proprio per questo, agiremo nelle sedi opportune per tutelare i nostri e i loro interessi”.

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