Verso la finale del San Marino Song Contest. Pedini Amati: “Raccolta pubblicitaria in forte crescita e grandi ospiti internazionali. Per San Marino un palcoscenico da circa 280 milioni di persone”.

da | 5 Mar 2026

Si accende la sfida del San Marino Song Contest 2026, la manifestazione che sceglierà l’artista chiamato a rappresentare la Repubblica all’Eurovision Song Contest.

Al termine della prima semifinale, condotta da Maddalena Corvaglia e Marco Carrara, sono stati selezionati i primi cinque finalisti che saliranno sul palco del Teatro Nuovo di Dogana il 6 marzo. A conquistare l’accesso all’ultima serata sono stati Anna Smith, Matias Ferreira, MYKY, ORPHY e Pellegrina Pibigas.

In vista dei prossimi appuntamenti, abbiamo intervistato il Segretario di Stato per il Turismo Federico Pedini Amati.

Il San Marino Song Contest è diventato negli ultimi anni l’evento con cui la Repubblica sceglie il proprio rappresentante all’Eurovision. Qual è il valore strategico di questa manifestazione per l’immagine internazionale di San Marino?

«Il valore strategico di questa manifestazione si vede da solo. La Repubblica di San Marino, quando partecipa all’Eurovision, viene vista da circa 280 milioni di persone nel mondo. La musica ha la capacità di unire i popoli e non di dividerli. In un momento storico segnato da guerre e da grandi problemi internazionali, eventi come questo meritano di essere valorizzati. Il ritorno d’immagine è impressionante, soprattutto sui social, che oggi sono il vero motore della comunicazione. Ogni anno abbiamo centinaia di iscritti alle selezioni – circa 600 – e ognuno di loro pubblica contenuti sui propri canali Instagram, Facebook o X. Lo fanno nei loro Paesi, con i loro follower, e questo crea un rimbalzo incredibile del nome San Marino nel mondo».

 

Negli ultimi anni molti artisti hanno scelto San Marino come piattaforma per rilanciarsi o per conquistare il pubblico europeo. Secondo lei, cosa rende oggi il San Marino Song Contest così attrattivo per cantanti e produttori musicali?

«La particolarità del San Marino Song Contest è che permette a qualunque artista, da qualsiasi Paese del mondo, di partecipare e di tentare la strada dell’Eurovision rappresentando San Marino. Non c’è un limite linguistico: può partecipare chi canta in spagnolo, in italiano, in francese o in inglese. Nei Paesi più grandi spesso accade il contrario: gli olandesi mandano l’olandese, i belgi il belga e così via. Noi abbiamo scelto deliberatamente di organizzare il contest in modo aperto, dando a tutti la possibilità di giocarsi questa opportunità. Nel tempo questo ha portato artisti molto diversi tra loro: dal primo anno con Achille Lauro, ai Piqued Jacks, ai Megara dalla Spagna, fino a Gabry Ponte».

 

Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi del Governo per far crescere ulteriormente il San Marino Song Contest e trasformarlo in un appuntamento sempre più centrale nel calendario degli eventi europei?

«L’obiettivo è continuare a crescere e farlo insieme a San Marino RTV, come stiamo già facendo. Oggi Roberto Sergio, che è il direttore generale, si è dimostrato una persona con una visione molto lungimirante e soprattutto qualcuno che vuole bene alla Repubblica di San Marino per quello che sta facendo. Con il suo supporto mi aspetto che ogni anno questo evento cresca sempre di più. Bisogna ricordare che l’Eurovision è una partecipazione delle televisioni di Stato. Già quest’anno vedremo una finale con un palcoscenico importante e con una presentatrice di grande livello come Simona Ventura. Inoltre abbiamo ampliato la programmazione televisiva: non solo la finale, ma tre giorni di trasmissioni sul canale 550, con la messa in onda anche delle semifinali

La finale del San Marino Song Contest è il momento più atteso della manifestazione. Che atmosfera si respira alla vigilia di questa serata e quali sono le aspettative per l’edizione 2026?

«C’è sicuramente un clima di grande attesa e di entusiasmo. In finale ci sono cantanti di altissimo livello e quest’anno ho notato che il parterre di ospiti, di artisti e di giurati è cresciuto moltissimo rispetto all’anno scorso. Ci sono personaggi molto noti, come Tommy Cash, l’artista estone diventato famoso anche per il brano ironico sul “caffè scorretto”, ma anche ospiti come Al Bano, che ormai è di casa. Tutto questo contribuisce a rendere la finale un evento sempre più importante. Inoltre quest’anno si è alzata molto la raccolta pubblicitaria e questo ci ha consentito di realizzare un progetto di livello ancora più alto. Infine, una novità: avremo i dati Auditel già dalle semifinali, quindi sapremo con precisione quanti telespettatori seguiranno il festival. Questo è molto importante perché ci permetterà di capire esattamente il valore pubblicitario dell’evento e di presentarci in modo ancora più forte a eventuali sponsor futuri.»

La serata finale è anche una vetrina straordinaria per San Marino. In che modo questo evento contribuisce a raccontare il Paese al pubblico europeo che segue il contest?

«L’immagine che viene restituita all’estero è molto positiva. E devo dire che forse comincia anche a dare un po’ fastidio a qualcuno, perché il livello si sta alzando sempre di più. Si sta creando anche un interesse territoriale attorno a questo evento. Non escludo che in futuro possano nascere collaborazioni con i territori limitrofi, come la Romagna o le Marche. Naturalmente il contest deve rimanere legato alla televisione di San Marino, ma allo stesso tempo può diventare sempre più un evento di area

 

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